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NAPOLI-NAZIONALE

Riverniciata d'azzurro partenopeo


Riverniciata d'azzurro partenopeo
06/09/2010, 09:09

E' un'Italia ancora a tinte sbiadite quella del nuovo corso Cesare Prandelli. Una nazionale ancora volenterosa, ma poco produttiva. Con tanta grinta, ma al contempo tanta paura di farsi male. E appena arriva lo schiaffo dagli avversari, lo si sente tutto. Come accaduto in amichevole con la Costa d'Avorio, da cui gli azzurri, in questi mesi di un azzurro opaco, non sono riusciti a rialzarsi. Come, purtroppo, si è rivisto anche contro la modesta Estonia. Ma lì, fortunatamente, il discorso è stato diverso. Diverso perchè la differenza di qualità era diversa, e perchè l'unico talento in campo, Antonio Cassano, ci ha messo del suo. Non fosse stato così, l'azzurro opaco sarebbe diventato un grigio nebbia, coprendo le paure dei giocatori e la loro inesperienza. Questo mentre il napoletano medio, guardando la partita dal divano di casa sua, ad un mondo di distanza da Tallin, magari si chiedeva. Ma in questa Italia proprio non può trovare spazio un Andrea Dossena? Se dietro il duo difensivo Bonucci-Chiellini c'è il vuoto, proprio non è da prendere in considerazione l'ipotesi Paolo Cannavaro? Se il numero di presenze dei tre portieri, messi assieme, non supera quota cinque, sarebbe proprio un sacrilegio puntare su Morgan De Sanctis? Per quanto possa sembrare strano, la risposta a tutte e tre le domande non può arrivare dal ct azzurro, Cesare Prandelli, anche se le scelte sono esclusivamente dello stesso. La risposta ha il carattere storico e ricorda come tra Napoli e Nazionale Italiana non ci sia quasi mai stato un buon feeling. Ai giocatori azzurri, in tutto 41 in Nazionale, sono sempre stati preferiti i nomi provenienti dalle varie Torino, Milano e Roma. Poche eccezioni hanno riguardato la presenza sulla panchina nazionale di ex allenatori di squadre di provincia. Come è per Cesare Prandelli. In tal caso, uno spiraglio al resto d'Italia resta aperto, ma solo a quell'Italia dove il ct in carica ha allenato. L'esempio attuale riporta la convocazione dei vari Galloppa (nel preritiro di agosto), Mirante e Antonelli del Parma. Tutti buoni giocatori, ma senza alcuna esperienza in campo internazionale. Elemento cheinvece  fa parte del bagaglio tecnico dei vari De Sanctis e Dossena. Come buon giocatore è De Silvestri della Fiorentina, che lo stesso Prandelli ha lanciato in viola, senza però mai impressionare. Al suo posto, forse, non avrebbe sfigurato Cristian Maggio. Ma il rapporto tra Napoli e Nazionale è così. Dopo la bellezza di vent'anni, solo all'ultimo Mondiale si è potuto rivedere un bagliore di partenopeo nella spedizione italiana. Non che servano altri vent'anni, ma di sicuro una riverniciata "d'azzurro" a questa Italia prandelliana potrebbe anche servire.

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di Salvatore Formisano
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