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RASSEGNA STAMPA

Roma-Napoli, peccato per quel pareggio...


Roma-Napoli, peccato per quel pareggio...
29/04/2012, 11:04

Come dilapidare tre punti oramai già incassati, determinanti per la qualificazione Champions e farsi raggiungere da una Roma oramai inerme a tre minuti dal 90'. Per saperlo, chiedere al Napoli. Che la partita all'Olimpico l'aveva vinta e meritata, dopo un primo tempo col freno tirato e una ripresa eccellente fino alla zona Cesarini. Peccato. Perchè poteva essere l'accelerata decisiva per il terzo posto, che per il momento è comunque conquistato al fianco della Lazio, in attesa delle partite di oggi: biancocelesti a Udine, Inter in casa col Cesena. Con il rischio concreto della maxi ammucchiata a quota 55. Per il pari, sia chiaro, molti avrebbero firmato alla vigilia. E forse anche Mazzarri, che ha mandato in campo una formazione più impostata a difendere, ma che ha aggiunto una punta sull'1-1 col chiaro intento di portare a casa l'intero bottino. E infatti la Roma è partita all'arrembaggio, ma è subito apparsa confusionaria. C'è solo Totti, che agisce da trequartista spesso preso in consegna da Inler, a illuminare il gioco dei padroni di casa. Sulle fasce si decidono i destindel match. E se Taddei è quasi sempre costretto a inseguire affannosamente Maggio, Zuniga soffre troppo Rosi che lo sovrasta in entrambe le fasi di gioco. Anche Fernandez non riesce a tenere l'uomo che si trova nella sua zona. Spesso è Bojan, talvolta anche Marquinho in proiezione offensiva. Nonostante il forcing della Roma, il Napoli confeziona tre nitide palle gol: al 9' con Zuniga in contropiede; un minuto dopo la conclusione di Fernandez, da calcio d'angolo, è salvata sulla linea da Gago; al 18' Hamsik sparacchia su Lobont in area. L'evidente sensazione tattica è che il Napoli possa colpire in qualsiasi momento. A patto che gli azzurri credano più alla loro capacità offensiva che alla necessità di tamponare gli avversari.

Proprio questa strana forma di riverenza nei confronti dei giallorossi, evidente soprattutto tra il 20' e la mezzora, consente ai padroni di casa di affacciarsi in attacco con pericolosi tiri da lontano. Al 26' Totti sferra un destro velenoso smanacciato da De Sanctis sui piedi di Gago che, a porta vuota, riesce a mandare fuori il tiro. Tre minuti dopo, al 29', tocca a Bojan e al 32', su cross di Taddei, Fernandez di testa va a vuoto e Marquinho fa peggio con una capocciata sballata. Ma i segnali di indolenza del Napoli portano, inevitabilmente, alla rete giallorossa al 41'. Totti innesta Rosi sulla destra, Zuniga si fa bistrattare per l'ennesima volta dal laterale capitolino che mette al centro un cross basso troppo invitante. Marquinho è il più lesto di tutti e, indisturbato in area, anticipa un disattento Fernandez e piazza la zampata dell'1-0. Sembra il colpo del ko, anche perchè dopo qualche minuto si va negli spogliatoi con gli azzurri evidentemente scoraggiati. Invece i partenopei tornano in campo con piglio diverso. E al 4' della ripresa, su un calcio d'angolo contestato dalla Roma e apparentemente innocuo, Zuniga, da fuori area spostato sulla sinistra, s'inventa un colpo di esterno destro che trova l'angolo opposto. E' 1-1. Sul pari, la vera mossa a sorpresa è di Mazzarri: fuori Dzemaili e dentro Pandev. E il Napoli domina. Zuniga e Maggio, tra il 19' e il 21', si divorano due gol. Poi, un minuto dopo, la zampata del Matador per l'1-2: Pandev per Cavani in ripartenza, l'uruguagio entra in area da sinistra e con un tiro di destro a giro batte Lobont nell'angolo opposto. Sembra finita, ma non lo è.

FONTE: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
 

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di Luigi Russo Spena
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