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IL CIUCCIO CHE VOLA

Romeo e . . . Giulietta !


Romeo e . . . Giulietta !
13/04/2010, 08:04

Tutto inizio' qualche anno fa, durante un Napoli – Verona, con uno striscione esposto dalla curva partenopea, con il quale si mettevano in dubbio le qualità morali della scaligera Giulietta.
Quello striscione venne votato come il più simpatico di tutto il campionato e neppure in quelli successivi ricordo di averne visto uno così originale.
Tuttavia i veronesi non la presero assolutamente bene. In particolare Romeo…
Il legittimo sospetto che per una partita così decisiva, Romeo - che intanto era diventato un arbitro - non era il più indicato… c’era tutto. Già in passato il Napoli era stato maltrattato dalla vendicativa giacchetta nera, che pare non abbia ancora dimenticato l’affronto fatto alla propria morosa.
Ma, sinceramente, detto tra noi, chi di voi non si sarebbe tolto il sassolino dalla scarpa nei confronti di chi avesse appellato la propria compagna in quel modo?
Non siamo ipocriti, suvvia.
Certo, è passato un bel po’ di tempo da quello striscione, ma si sa: la vendetta è un piatto che va servito freddo e, per essere degna di cotanto nome, deve essere possibilmente sproporzionata rispetto all’offesa.
E rovinare la festa a sessantamila puffi azzurri che sabato avevano riempito il San Paolo, oltre a diversi milioni di puffi seduti in poltrona a soffrire, certi che quella partita si sarebbe vinta facile e che i parmigiani sarebbero stati grattugiati, era per il maledetto Gargamella un’occasione irripetibile.
La Champions? Ve la do io la Champions, avrà pensato Romeo, mentre a casa Giulietta lo aspettava, non necessariamente sola, certa che il suo moroso avrebbe lavato adeguatamente l’offesa.
E così Romeo non ha visto un rigore abbastanza evidente su Quagliarella, a pochi minuti dalla fine, quando si era sul 2-2, ma ha sentito benissimo l’attaccante napoletano che gridava “O Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?”, o qualcosa del genere.
A differenza di qualche altro arbitro, notoriamente sordo-cieco, che non sente e non vede calciatori di squadre blasonate che li mandano ripetutamente a quel paese, Romeo non vede ma ha un udito molto fine.
Lo stesso Romeo non ha visto neppure il fallo di Crespo su Grava in occasione del goal della beffa di Jimenez, ma è riuscito a captare con i propri radar le proteste di Mazzarri dalla panchina, che recitava anch’egli versi shakespeariani, mandando l’allenatore azzurro a fare compagnia al suo troppo loquace attaccante.
Anche sugli altri campi, il vento sembra soffiare contro il Napoli: la Juve vince di misura sul Cagliari, al quale mancano due rigori e che avrebbe dovuto beneficiare dell’espulsione almeno di due juventini. Anche il Palermo riceve in omaggio un calcio di rigore dall’arbitro e conquista tre punti preziosi. La Samp, invece, vince un derby abbastanza brutto, ma fa punti a differenza del Napoli che raccoglie molto meno rispetto a ciò che semina.
Ovviamente è sempre sbagliato cercare alibi e, in particolare, andare a ricercare la motivazione di questa inopinata sconfitta nello striscione dedicato alla moglie dell’arbitro, ma vorremmo solo che la legge fosse uguale per tutti. E’ inutile e sbagliatissimo anche protestare come ha fatto Quagliarella, sebbene si possa capire l’esasperazione di una squadra che ha subito un’infinità di torti arbitrali e che è sbottata proprio in occasione della partita in cui il risultato è stato falsato, ma meno che in altri casi, in cui la Società è rimasta colpevolmente in silenzio.
Molto più costruttivo sarà soffermarsi sulle amnesie difensive mostrate in occasione dei tre goal che hanno fatto rimanere la parmigiana sullo stomaco dei napoletani per tre giorni.
Tanta autocritica va fatta per non aver preso, nemmeno a gennaio, un centravanti vero, che finalizzasse l’enormità di occasioni da goal prodotte dalla squadra. Eppure la società aveva avuto modo di constatare questa grave lacuna e certamente bisteccone Dossena, che sarà un ottimo acquisto per il prossimo anno, non poteva da solo risolvere i diversi problemi che questo ottimo progetto di squadra aveva manifestato e che potevano essere agevolmente risolti, trasformandola con pochi innesti in una squadra che avrebbe potuto approfittare di un’occasione forse irripetibile, offerta da un campionato assai modesto.
Ma noi siamo ottimisti, almeno per un’altra settimana. Domenica prossima si potrebbe (il condizionale è d’obbligo) ritornare a tre punti dal sogno. A Bari mancheranno Quagliarella, Denis, Cannavaro, Maggio, Aronica, probabilmente ancora Dossena e Santacroce, ma se non mancheranno anche le motivazioni, contro un Bari ormai salvo, quella partita si può e si deve vincere. Le dirette concorrenti hanno un turno più difficile e bisogna approfittare.
La zona Champions e quella che porta all’Europa League distano pochi punti l’una dall’altra e se non si vincono tutte le restanti partite si rischia di restare fuori anche dalla coppetta.
E’ ora di tirare fuori gli attributi...

Gianni Puca

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di Redazione
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