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Rossi e il "frignone"


Rossi e il 'frignone'
18/07/2010, 16:07

Nel paddock del Sachsenring, nel dopo gara più che di parlare della vittoria di Daniel Pedrosa, tutti, appassionati e addetti ai lavori, hanno, giustamente esaltato la bella prestazione di Valentino Rossi, che dopo trentanove giorni dal brutto infortunio, è arrivato ad un passo dal podio, al termine di trenta giri e due partenze, percorsi come se quasi nulla fosse successo. La cronaca di gara dice che nella lotta per l’ultimo gradino del podio tra Casey Stoner e Rossi, nell’ultima curva dell’ultimo passaggio, il ducatista entra deciso, e supera la Yamaha numero 46. Al traguardo, così, arriva per prima la futura moto di Valentino, guidata ancora da Stoner. Una manovra quella dell’australiano dura ed efficace, che non toglie nulla al merito dell’italiano, autore, ribadisco, di una prova che dimostra ancora una volta che la stoffa del suo polso è di qualità. C’è però una macchia che, a mio avviso, ha rovinato il fine settimana perfetto del tavulliano; in un’intervista rilasciata a Paolo Beltramo di Mediaset, il Valenazionale ha dichiarato che se la manovra di Stoner non fosse riuscita, questi avrebbe “frignato” come nel dopo gara di Laguna Seca del 2008, quando la Ducati numero 27 fu sorpassata dalla Yamaha 46 dopo una piccola divagazione al di là del cordolo. Sinceramente non capisco il perché di queste parole pesanti contro un collega, che tra l’altro si è sempre comportato correttamente nei suoi riguardi. Stoner, all’epoca del famoso sorpasso, rilasciò dopo le premiazioni ai giornalisti un’intervista dove affermava semplicemente di non apprezzare l’atteggiamento troppo aggressivo di Valentino. Rossi, sempre a Laguna Seca, replicò che “queste sono le corse”. A scanso di equivoci va detto che il sorpasso al Sachsenring di Stoner ai danni di Rossi è stato niente di più niente di meno di un bella azione di gara, normale nelle gare di moto. Non comprendo perché Rossi quando è lui a sorpassare, tutto gli debba essere perdonato, mentre quando, quelle poche volte che accade, è lui il sorpassato, invece di riconoscere il merito dell’avversario, debba rispondere in modo provocatorio, quasi a trovare una scusa. Rossi, ad esempio, ha dimenticato come sorpassò Sete Gibernau a Jerez nel 2005, proprio mentre percorreva l’ultimo giro, e l’ultima curva? Ricordo che lo spagnolo era al comando, ma in fase di inserimento dell’ultima curva lasciò un piccolo varco, e Rossi colse al volo l’occasione. Le carene della sua Yamaha vennero a contatto con quelle della Honda di Gibernau, il quale subì anche un colpo alla spalla. Rossi dimentica quando, riferendosi ad un pilota che ora domina nella Sbk, affermò che il motociclismo è uno sport fatto per uomini e non per quelli che giocano con le bambole? Rossi è un campione che non ha bisogno di alimentare puerili guerre psicologiche, e non deve mai perdere il rispetto per i suoi colleghi. Chi afferma che Rossi in realtà si è sempre comportato così, e che è famoso per le sue battute, ignora che anche all’umorismo c’è un limite, oltrepassato il quale si passa nell’indecenza. Lo ringrazio per essere ritornato a dare un po’ di sale al minestrone indigesto della Motogp, e spero che prima di dimostrare d’essere ritornato un campione in pista, ritorni ad essere un vero campione anche a ruote ferme.

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di Alfredo Di Costanzo
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