Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

DOPO LA LITE CON LJAJIC

Rossi: "Mio gesto deprecabile. Mi scuso, ma"...


Rossi: 'Mio gesto deprecabile. Mi scuso, ma'...
04/05/2012, 10:05

La rissa, l'esonero, la squalifica. Ed oggi la conferenza stampa. Delio Rossi saluta Firenze nel peggiore dei modi. Una cosa mai vista, punita con tre mesi dal Giudice Sportivo e dal licenziamento da parte della famiglia Della Valle. L'ufficio stampa della società viola annuncia però subito che Rossi non risponderà alle domande dei giornalisti. Una "dichiarazione spontanea" insomma: "Per me è difficile essere qui in questo momento". Esordisce così il tecnico di Rimini: "Sono qui per dare un saluto alla città di Firenze, come quando sono arrivato ed ora che me ne sto andando. Andrò a braccio, non mi sono preparato niente. Dirò quello che penso ma molte cose le terrò per me come penso sia giusto".
LE PAROLE - "Ringrazio la famiglia Della Valle che mi hanno dato l'opportunità di vivere questa bella avventura. Sono dispiaciuto e chiedo scusa per l'episodio: a tifosi e giocatori. Alla società ed anche a Ljajic. Un gesto deprecabile ma umanamente giustificabile". L'extecnico della FIorentina continua: "Ci tenevo però a specificare una cosa. Ho visto però delle cose che mi hanno dato fastidio come i giudizi di alcuni perbenisti che non conosco la storia di un uomo. La mia. Ho iniziato ad allenare i bambini del Foggia per portarli fuori dalle strade, ho allenato gli operai nel dopo lavoro. Ho allenato in serie di C e poi più sù perché ho vinto i campionati. La mia storia dice che non mi sono mai permesso di dare giudizi su nessuno. Ho solo pensato a lavorare. Sono per la cultura dell'esempio e continuo a farlo".
LA DIFESA - Non soltanto scuse dunque. Delio Rossi si difende, in attesa della confessione totale. Quella nella quale, forse, dirà quali sono state le parole di Ljajic nei suoi confronti: "Il punto fermo: è rispetto della mia persona, del lavoro, della squadra e della mia famiglia. Se toccano questi sentimenti allora non va bene. Si, sono state toccate queste situazioni". "Il gesto è stato brutto davvero. Non cambia averlo fatto in campo di fronte alle telecamere o nello spogliatoio. E' deprecabile ovunque: in campo o tra le quattro mura. Non ho mai detto di essere 'Padre Pio' ma andate a chiedere alle persone che ho allenato se ho mai alzato le mani su qualcuno". La squalifica di tre mesi, l'addio alla panchina viola: "Ho sbagliato, sto pagando e pagherò per questo. C'è un proverbio: 'Prima di dare un giudizio su una persona devi camminare due giorni con i suoi mocassini'. E' un detto indiano. Ecco perché mi scaglio con una certa ipocrisia che ha viziato il giudizio di questa vicenda. Dobbiamo smetterla con il perbenismo, non sono d'accordo. Mi pento del mio gesto, ho pagato e pagherò".
IL SALUTO - Delio Rossi sembra aver finito ma dopo essersi alzato torna al tavolo della sala stampa e dice: "Perché non voglio domande? Perché la gente di Firenze sa che la barca è quasi in porto ma la palla ancora rotola. A fine campionato tornerò a parlare: ai tifosi della Fiorentina dico di stare vicino a squadra e società" C'è uno striscione dei tifosi fuori lo stadio che inneggia al tecnico di Rimini: "Non devo dire nulla, ho sempre lavorato per la squadra. E paradossalmente se mi trovo in questa situazione è proprio per questo motivo. Avrei potuto fregarmene ma non è stato così".
FONTE: CORRIEREDELLOSPORT.IT
PdM

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©