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Sabato alla Scandone Franco e Pino Porzio per la prima volta avversari


Sabato alla Scandone Franco e Pino Porzio per la prima volta avversari
10/11/2011, 15:11

Indivisibili. Per vent'anni, dal 1978 al 1998, Franco e Pino Porzio hanno giocato assieme, con le calottine di Posillipo e Settebello, centinaia di partite. Il numero esatto non lo conosciamo, ma calcolando anche le gare delle giovanili scuramente non siamo lontano da quota 1500.

Sabato prossimo, 12 novembre, dopo aver conquistato assieme 8 scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe e la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Barcelona (1992), alla Coppa del Mondo di Atene (1993), agli Europei di Sheffield (1993) e ai mondiali di Roma (1994), Franco e Pino Porzio per la prima volta nella loro vita saranno avversari. Il primo nelle vesti di presidente dell'Acquachiara, il secondo come allenatore della Pro Recco.

Ore 16.30, piscina Scandone, fischio d'inizio di una partita mai giocata in precedenza nella massima serie: Carpisa Yamamay Acquachiara-Pro Recco. Incredibilmente, dopo sette giornate di campionato, la neopromossa formazione allenata da Maurizio Mirarchi è a soli due punti dai campioni d'Italia. "E' motivo di grande orgoglio, ma lo è soprattutto - esordisce Franco Porzio, presidente dell'Acquachiara - giocare contro la squadra di club che, assieme al Posillipo, ha onorato maggiormente la pallanuoto italiana vincendo tutto anche in Europa".

Ma che effetto ti farà trovarti di fronte tuo fratello come avversario?

Lo saprò sabato quando comincera Acquachiara-Pro Recco. Sicuramente sarà una sensazione strana.

Speri di potergli dare un dispiacere?

No, lo darà lui a me. Battere la Pro Recco è un'impresa più grande di noi, l'unica cosa che chiederò ai miei giocatori è che diano il massimo, sul piano dell'impegno, dall'inizio alla fine. Ma è una raccomandazione superflua.

Raccontaci un aneddoto dei tuoi vent'anni di vita sportiva con tuo fratello Pino...

Eravamo a Bogliasco col Posillipo. Dopo la partita, chiedemmo ed ottenemmo dalla dirigenza il permesso di separarci dal gruppo. "Vi raggiungiamo alla stazione", fu l'accordo, ma arrivammo in ritardo, perdemmo il treno, non avevamo una lira e tornammo a casa facendoci prestare i soldi per il biglietto dai giocatori della Lazio che incontrammo alla stazione di Genova: anche loro avevano giocato in Liguria.

E un aneddoto europeo?

Eravamo a Montecarlo per una partita della nazionale, io avevo 20 anni, mio fratello 19. Nel pieno della notte sento bussare alla porta della mia stanza: è Pino e mi fa: "Prestami la tua carta di credito, devo noleggiare una macchina per andare a Berlino, c'è una ragazza che devo incontrare". Strabuzzai gli occhi e gli sparai in faccia un fermissimo NO. Da Montecarlo a Berliino in macchina, una pazzia.

Con questo vuoi dire che tu sei più saggio della coppia?

No, semmai il meno "capa tosta". Tutti e due siamo molto determinati, ma quando Pino si mette una cosa in testa... Io sono un poco più malleabile,sotto questo punto di vista, lui a volte pretende di lottare contro i mulini a vento.

Avete chiuso la carriera da vincitori, il giorno dopo aver conquistato la seconda Coppa dei Campioni a Zagabria, nella finale col Pescara...

Non è esatto. Abbiamo chiuso la carriera esattamente cinque minuti dopo il fischio finale a Zagabria. Pino salì a bordovasca, ci guardammo negli occhi e decidemmo, senza dire una sola parola, che quella sarebbe stata la nostra ultima partita.

E dopo sono arrivate tante altre soddisfazioni. Secondo te, Pino, che ha già vinto tutto come allenatore, dove vuole arrivare?

Vuole continuare a vincere. Sazi di vittorie i fratelli Porzio non lo sono mai stati.

E tu, dove vuoi arrivare con la tua Acquachiara?

L'obiettivo è crescere giorno dopo giorno, ma non soltanto sul piano dei risultati sportivi: di pari passo la società deve crescere nell'organizzazione, sul piano dell'immagine, nella sua attività nel sociale.

Proprio nulla da fare sabato contro la Pro Recco? Avevi detto la stessa cosa alla vigilia della partita col Posillipo...

E' inutile farci illusioni, vincerà mio fratello. E, ironia della soryte, sarà proprio lui a interrompere l'imbattibilità casalinga dell'Acquachiara che dura da due anni e quattro mesi.

E dopo la partita?

Assieme a cena. E magari il nostro presidente Cerciello, da lassù, ci guarderà e ripeterà quello che dicevamo i soci del Circolo Posillipo: "I Porzio non sono fratelli, sono gemelli. Indivisibili".

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di Redazione
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