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Santacroce, il mastino ritrovato


Santacroce, il mastino ritrovato
08/02/2011, 10:02

“Homo faber fortunae suae” asseriva l’autore latino Appio Claudio Cieco, sottolineando come ogni uomo fosse l’artefice del proprio destino. Una locuzione che ha fatto storia, ma che non sempre trova riscontro.
Non è stato così, ad esempio, per Fabiano Santacroce. Il difensore italo-brasiliano del Napoli, infatti, ha avuto tante occasioni per essere “fabbro del proprio destino” ma, nonostante abbia avuto nelle sue mani l’incudine ed il martello, non è mai riuscito nell’impresa.
Finché, in un giorno davvero sfortunato, Gianluca Grava ha servito un assist che non poteva essere sprecato. Santacroce, infatti, era ormai destinato a trasferirsi al Lecce, ma il grave infortunio occorso al difensore casertano ha completamente stravolto i piani del Napoli, regalando all’italo-brasiliano una nuova, importante opportunità.
Opportunità in cui Fabiano non sperava più e che, invece, gli si è presentata senza che dovesse metterci del suo. E, probabilmente, l’essere diventato titolare a causa di un infortunio di un compagno e non per i propri meriti, sta fornendogli delle motivazioni in più.
L’arcigno marcatore del Napoli, infatti, è stato estremamente responsabilizzato dopo il forfait di Grava: ora non può più sbagliare. Santacroce ha un posto da titolare e può finalmente dimostrare di essere meritevole della maglia azzurra. Un’occasione che un mastino come lui non può lasciarsi sfuggire.
L’osso è lì, pronto ad essere messo tra i denti, coi quali potrà poi essere difeso. L’incudine ed il martello non si addicevano a Santacroce, evidentemente. Un mastino, dopo tutto, non è adatto ai lavori manuali. Ma a difendere con gli artigli e con le fauci ciò che ha di più prezioso.

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di Pietroalessio di Majo
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