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Sarà pure calcio d'agosto, ma che Napoli!


Sarà pure calcio d'agosto, ma che Napoli!
02/08/2012, 12:03

Facile. Come bere un bicchier d’acqua? No. Come bere del buon vino rosso, il Bordeaux ad esempio. Facile e soddisfacente. Non perché disseti, ma perché inebria. Un po’ come il 2-0 del Napoli ieri sera.

Certo, il calcio d’agosto, si sa, non sempre dice la verità: a volte può indurre in errore, facendo sì che ci si lasci andare a facili entusiasmi o a precoci depressioni. Ma, senza dubbio, offre delle indicazioni.

Quelle provenienti dalla sfida del San Paolo, volendosi sbilanciare, sono tutte positive.

De Sanctis è tornato e si vede. Il portierone del Napoli ha ripreso il suo posto, dando le solite garanzie, soprattutto tra i pali.

In difesa, ci sembra giusto sottolineare la prova offerta dall’argentino Fernandez (tra i migliori), capace di svolgere il ruolo di vice-Cannavaro con disinvoltura e classe. Il gigante sudamericano non ha mostrato insicurezze, inventandosi, per di più, qualche lancio di inaspettata precisione.

Anche Gamberini, seppur in maniera meno evidente, si è messo in luce per tempismo nei contrasti e senso della posizione, anche se, come Behrami, è apparso in condizioni meno brillanti rispetto ai suoi compagni. Un’altra prova di come sia buono il lavoro svolto da Mazzarri, Pondrelli ed il suo staff, assolutamente all’avanguardia in quanto a capacità nella preparazione atletica dei calciatori. I due giocatori, infatti, provengono dalla Fiorentina e non hanno svolto l’intera preparazione col resto del gruppo.

Se Maggio, Dzemaili e Gargano, sempre generosi e attualmente in buone condizioni fisiche (così come Dossena, almeno per adesso), hanno offerto il solito contributo, ha stupito, se ancora è possibile, Marek Hamsik. Lo slovacco sembra crescere ogni giorno e, considerando che mostrava una maturità fuori dal comune già a 19 anni, è oggi un giocatore di livello internazionale. L’assenza diLavezzi sembra (da sempre) responsabilizzarlo: sa che da lui possono dipendere le sorti del Napoli. E non fa nulla per sottrarsi a cotanta richiesta. Marekiaro, serio professionista com’è, sembra destinato a migliorare ancora, “rischiando” di diventare davvero uno dei migliori centrocampisti d’Europa. Restituito al ruolo di mezz’ala, poi, sembra rinato: nel 3-4-2-1 troppo spesso riceveva palla sulla trequarti ed era costretto a gestirla di spalle, per poi rinculare, mentre ora, nel 3-5-1-1, può partire da lontano, inserendosi. In questo modo, che poi è quello in cui operava con Reja e Donadoni, sa essere incisivo come pochi, può “vedere il gioco”, fornire assist (come quello stupendo di ieri per Maggio) e arrivare con facilità in zona-gol.

Ma lo slovacco non è l’unico ad aver brillato lì davanti. Se Vargas ha mostrato una condizione fisica migliore, una diversa resistenza agli urti (ha messo su massa?) e una buona confidenza col San Paolo, i giovanissimi Bariti, velocissimo, e Novothny, potente ed agile, hanno potuto far vedere le proprie qualità. Così come hanno fatto, seppur per pochissimi minuti, diversi altri giocatori, come Fornito, prodotto della Primavera, in possesso di un mancino fatato.

L’altra conferma, che però è anche un po’ una sorpresa, riguarda Goran Pandev. Il macedone, infatti, è sembrato più asciutto del solito e in gran spolvero. Quando è in condizioni ottimali, sa essere letale.

“Vede il gioco come quasi nessuno sa fare, ne ho avuti pochi di giocatori così” ha detto Mazzarri di lui. Si era appena cocnlusa la gara col Bordeaux, il mancino ex-Inter aveva appena finito di giocare una splendida gara, segnando pure un gol con un “colpo di biliardo”. L’investitura, ormai, sembra ufficiale: è Goran Pandev il “nuovo Lavezzi”. O quantomeno sarà lui a partire titolare nell’undici “migliore” di Mazzarri.

Vargas e Insigne, giovani di belle speranze, dovranno sudare molto per stravolgere le gerarchie. Ma la stagione è lunga e piena di impegni. Ed è meglio averne tanti di giocatori così…

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di Pietroalessio di Majo
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