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Sbk Australia: l'analisi del Dicos


Sbk Australia: l'analisi del Dicos
25/02/2014, 21:10

Nella terra dei canguri parte il mondiale Sbk e quando a scendere in pista sono le derivate di serie, le emozioni non mancano. Eugene Laverty e Sylvain Guintoli sono i vincitori delle manche, ma il pilota Suzuki è quello che più ha colpito in positivo. In gara uno il pilota di Toomebridge è autore di una gara superlativa, che lo porta a rimontare e a trionfare. Purtroppo, il motore della sua moto l’ha tradito sul più bello nella seconda manche. Lui e la Suzuki sono stati piacevoli sorprese: motivato e veloce il primo, competitiva e equilibrata la seconda. Guintoli grazie ad un trionfo e ad un ultimo gradino del podio, lascia l’Australia con le vesti del leader in classifica generale. Guida quella che sembra essere la moto migliore e, grazie ad una condotta di gara senza sbavature, salva l’onore del missile veneto. La concretezza, a mio avviso, sarà il suo asso nella manica nella lotta al titolo. Altra sorpresa è il numero 76 motorizzato Kawasaki. Loris Baz indossa la tuta da prima guida della verdona e si regala il secondo gradino del podio in gara due. In classifica è il primo inseguitore del connazionale targato Rsv 4. Il campione del mondo in carica, invece, non ha brillato e salva la trasferta australe con la terza posizione colta dopo il secondo start. Va detto che anche l’anno scorso Tom non fu autore di prestazioni importanti e addirittura quest’anno torna a casa con tre punti in più. Prima di scrivere commenti negativi, sarebbe meglio aspettare le gare europee. Stesso discorso per Marco Melandri. La seconda piazza dopo la prima bandiera a scacchi, è solo una pezza a una prestazione non all’altezza. L’ho visto contratto, non fluido, come se avesse paura di sbagliare. Errore che c’è stato nel secondo round, e che l’ha costretto all’ottava posizione. Quest’anno il ravennate ha tutto per dimostrare d’essere, come dice, il più forte. Deve dimostrare che l’Aprilia ha fatto bene a puntare su di lui e non su Laverty, e che tre indizi come Hayate, Yamaha e Bmw non costituiscono una prova. Ma come ho detto, è prestissimo per scrivere commenti negativi sul suo operato. Ad Aragon, scommetto, farà sua almeno una gara. Mi è piaciuta la coppia di poker di Davide Giugliano; se riuscirà a stemperare il suo stile di guida, il romano potrà regalare gioie importanti agli uomini di Borgo Panigale. Per quanto riguarda le moto, sottolineo di nuovo la superiorità dell’Aprilia, in grado di far andare forte piloti con diversi stili di guida. La Ducati mostra miglioramenti tangibili, e il gap velocistico rispetto alle avversarie è ridotto della metà. Il vero banco di prova sarà, però, il prossimo appuntamento del 13 aprile. Pensiero valido anche per la Suzuki; Aragon sarà la pista della conferma o del rimando. Tutto sommato bene anche la Kawasaki, mentre in casa Honda dovranno impegnarsi di più per raggiungere il podio. Mi è piaciuta la cronaca del trio Biaggi-Meda-Rangheri. Il primo dimostra una capacità di lettura delle azioni dei piloti e delle componenti tecniche in gioco che delizia il palato degli appassionati; un vero maestro! Il secondo è quasi perfetto nella cronaca; per esserlo dovrebbe capire che per esaltare le gesta dei drivers e mantenere alta l’attenzione di chi ascolta da casa, non necessariamente bisogna urlare. Giulio Gasss, invece, è già perfetto; non parla mai a sproposito, racconta le dinamiche pistaiole con quel mix di passione e competenza che merita tanto di cappello. Chi li critica, con la scusa che non erano presenti fisicamente a Phillip Island (in tempo di forte crisi, a che serve spendere una fortuna per delle gare in notturna?) ricorda la storia della volpe e dell’uva. Per costoro l’uva sarà, a prescindere, sempre acerba......A proposito di Max Biaggi. Il sei volte campione del mondo, in un tweet ha affermato che nel 2005 è stato vittima di un complotto. Per chi segue con un minimo di attenzione le gare, senza necessariamente essere dei tifosi del “Leonardo delle curve”, si tratta del classico segreto di Pulcinella. Peccato che alcuni colleghi, in malafede, abbiano fatto la figura dei Pulcinella pur di non dire la verità, per alcuni versi scomoda, ma pur sempre verità. Vabbè, storia passata. Concludo con un plauso all’impresa storica di Jules Cluzel, che ha portato alla vittoria la Mv Agusta; semplicemente fantastico. Così come fantastico è stato il podio di Raffaele De Rosa: ben tornato scugnizzo!

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di Alfredo Di Costanzo
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