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Scarlato: "Cannavaro indossa l'onore della città"


Scarlato: 'Cannavaro indossa l'onore della città'
17/09/2011, 12:09

Il primo capitano del Napoli nell'era De Laurentiis è adesso un giocatore dell'Ischia e un tifoso costretto, per ragioni di lavoro, a disertare lo stadio che frequentava da bambino e poi lo ha visto protagonista in campo: «Da quando ho lasciato la maglia azzurra” dice Gennaro Scarlato, che ieri ha sostenuto il suo primo allenamento con la squadra isolana che milita in serie D” non sono mai più andato al San Paolo da spettatore.

Del resto, fino allo scorso anno il sabato giocavo con il Frosinone in B, prima di andare al Cosenza, e così il giorno libero lo dedicavo interamente alla mia famiglia». Emozioni Al cuore, però, non si comanda. E il suo batte ancora per il Napoli: «Qualche partita di Champions cercherò di andarla a vedere, ma comunque abitando a Fuorigrotta il boato dello stadio lo ascolto ugualmente ogni volta che Cavani e compagni fanno gol.

Spero di sentirne almeno uno anche domani sera durante la partita con il Milan». Lui giocherà  nel pomeriggio al Mazzella contro il Brindisi, poi tornerà  sulla terraferma in tempo per dare uno sguardo in televisione ai suoi ex compagni: «Della squadra che andò in ritiro a Paestum non c'è più nessuno, però vanno fatti i complimenti a Grava che arrivò a gennaio del primo anno di C ed è ancora nella rosa del Napoli». Il

sogno Già  allora si capiva che il progetto di De Laurentiis era ambizioso: «In effetti, l'intento del presidente era chiaro. Voleva riportare il Napoli in alto, ma era molto difficile immaginare che riuscisse a farlo in così breve tempo». La musichetta della Champions non si sentiva nemmeno in sottofondo: «Era un sogno. Ecco perchè mi ha fatto immenso piacere che la fascia di capitano a Manchester la portasse Paolo Cannavaro, napoletano come me. Lui la indossa con onore e orgoglio, proprio come facevo io in giro per i campi di provincia ». Chissà  se gliela consegnerà  pure Citarelli, tecnico dell'Ischia: «Io voglio solo giocare ancora un anno alla grande. Poi farò l'allenatore». Il sogno è tornare finalmente al San Paolo, stavolta in panchina.   Fonte: Gazzetta dello Sport. 

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di Salvatore Formisano
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