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Sciopero Aic, Abete: "Si decide venerdì"


Sciopero Aic, Abete: 'Si decide venerdì'
16/09/2010, 12:09

«Venerdì si comincia alle 9 e si va avanti ad oltranza: speriamo che il presidente Lotito faccia in tempo per Fiorentina-Lazio (sabato, ore 18, ndr)... ». Giancarlo Abete scherza ma non troppo. E nemmeno il riferimento al presidente della Lazio è puramente casuale...Perché quella che sembra una battuta è l’input che il numero uno della Federcalcio, mediatore attivo nella vicenda, ieri ha dato ad Assocalciatori e Lega: dalla riunione di domani (o meglio, che comincia domani) si deve uscire con una bozza d’accordo da sottoporre alle rispettive assemblee in modo da evitare lo sciopero del 25 e del 26 settembre.Uscire, sì ma quando? «Ci vediamo con cornetti e cappuccini all’alba di sabato», sorride il presidente della Lega, Maurizio Beretta. Ma in molti sono convinti che la giornata di venerdì non basterà per mettere d’accordo le parti (soprattutto i «falchi» dei due schieramenti).Perché, ieri, in una riunione dove Lega era al completo (presente anche Cellino, che non era voluto essere presente al primo incontro) e l’Aic con qualche assenza annunciata (non c’era il presidente Campana), hanno prevalso gli avvocati che «tecnicamente» hanno provato a buttare giù i punti dell’accordo. Tutti e gli otto proposti dalla Lega? No, su sei (flessibilità, tutela sanitaria, riforma del collegio arbitrale, esclusiva, comportamento e sanzioni) c’è stato dibattito e stesura. Sul settimo (la possibilità che un tecnico non faccia allenare insieme tutti i componenti della rosa), la Lega ha provato a lanciare la sua proposta, ma l’Aic non ha voluto sentire ragioni. L’ottavo (la possibilità per un club di rescindere un rapporto di fronte a un giocatore all’ultimo anno di contratto che rifiuti un trasferimento omogeneo) è stato accantonato.
«Su alcuni punti siamo distanti e poi venerdì la riunione sarà "politica"», avverte l’avvocato Umberto Calcagno. Come dire che l’intesa è ancora tutta da negoziare e da giocare. La Lega è già pronta a cantar vittoria: i sei punti, in particolare la flessibilità sui contratti, disegnano un nuovo rapporto con i calciatori. Il sindacato deve trovare una exit strategy per cancellare lo sciopero annunciato, bocciato dall’opinione pubblica e definito «immotivato» anche ieri dal presidente Beretta.Massimo Cellino, uno dei fautori dell’incontro e non dello scontro, è comunque ottimista: «C’è buona volontà da ambo le parti. Pensavo fosse fuori luogo farla qui questa riunione, invece c’è stata una buona mediazione da parte della Figc». «Le trattative — spiega poi Cellino — sono state portate avanti da alcune persone meno indicate che arrivavano da esperienze non positive, e quindi meno credibili, anche se esprimevano posizioni giuste». La stoccata sembra diretta a Lotito, scottato nell’ultima stagione dal caso Pandev. Infine, Cellino lancia un avviso ai naviganti: «Se venerdì non troviamo l’accordo siamo una manica di imbecilli...». Lo ascolteranno anche i «falchi»?



Fonte: Corriere della Sera

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di Salvatore Formisano
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