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Sciopero AIC, si decide entro oggi


Sciopero AIC, si decide entro oggi
06/12/2010, 11:12

Dodici ore per decidere. Quella di ieri per Giancarlo Abete è stata una giornata di confronti e meditazioni. Oggi, però, dovrà fare le sue scelte. Il bivio ha tre uscite: un’intesa negoziale tra le parti che rinunciano alle pregiudiziali (la famosa questione dei fuori rosa); l’attivazione del meccanismo indicato dall’Alta Corte (diffida alla Lega e successiva nomina del commissario ad acta che dovrebbe trattare e raggiungere l’accordo sul contratto collettivo dei calciatori) che Milano però contesta non ritenendo che esistano le condizioni per la sua attivazione (negligenza, chiari inadempimenti, eccetera); tirar fuori la Federazione da questa contesa e lasciare che sabato e domenica i calciatori scioperino bloccando il campionato. Abbastanza per immaginare quale notte tormentata Abete abbia vissuto.

VERTICE -Ieri, intorno a mezzogiorno, Maurizio Beretta, presidente della Lega, ha nuovamente varcato la soglia di via Allegri. Questa volta,però, non era solo: lo accompagnava Claudio Lotito, uno degli esponenti della delegazione che ha trattato sino a pochi giorni fa. Poi telefonicamente è stato coinvolto nel vertice anche l’avvocato della Juventus, Briamonte. Passi in avanti? Pochi. Sostanzialmente si è bloccati al momento della rottura. L’Aic fa sapere di non avere alcuna intenzione di arretrare sul settimo punto; la Lega non è disposta a rinunciarvi pregiudizialmente soprattutto, poi, se il pregiudizio nasce dalla controparte. Al momento non appare percorribile nemmeno la strada di un accordo sui sei punti rinviando a un approfondimento successivo il settimo (una commissione, un aggiornamento regolamentare attraverso le Noif sul tema del mobbing). Semplicemente l’Aic non è intenzionata a discutere quel tema.

SCIOPERO -Ieri, negli stadi italiani sono comparsi i primi striscioni contro lo sciopero. Per Campana, Albertini e i vertici dell’Aic è solo il trionfo della demagogia. L’idea che possa anche trattarsi di un pezzo di realtà non li sfiora. Nell’incontro di ieri (durato un paio d’ore) Abete ha spiegato ai suoi interlocutori che, finito lo sciopero, la situazione non cambierà perché è improbabile che ciò che ora le parti non concedono, pos­sano elargirlo a partire dal 13 dicembre. E’ un discorso che Abete svilupperà oggi anche con i capi del l’Aic. In pratica, dirà che quel settimo punto la Lega vorrà affrontarlo anche dopo la protesta, così come i calciatori a maggior ragione dopo lo sciopero non vorranno nemmeno sfiorarlo. Insomma, il dialogo rischia di essere permanentemente tra sordi. E’ chiaro che, davanti a una situazione bloccata, oggi Abete potrebbe decidere di usare lo strumento che gli ha consegnato l’Alta Corte. Conseguenza: prima provvederà alla diffida poi alla nomina del commissario ad acta che, comunque, dovrà sempre agire in raccordo con la Lega. Il rischio è che il vespaio diventi ancora più cattivo e affollato. Una cosa è certa: siamo veramente alla resa dei conti e probabilmente oggi capiremo se sabato e domenica il campionato andrà regolarmente in scena.

Fonte: Il Corriere dello Sport .

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di Salvatore Formisano
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