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Scommesse, fermato ex calciatore dell' Avellino


Scommesse, fermato ex calciatore dell' Avellino
15/10/2010, 13:10

Estorsioni e scommesse clandestine, blitz nella notte dei carabinieri contro i clan di Castellammare di Stabia. I militari del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, a carico di 25 persone, ritenute affiliati o fiancheggiatori dei clan camorristici D'Alessandro e Afeltra-Di Martino. I fermati sono indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata all'elusione delle misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine, usura, estorsione e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Tra le persone fermate c'è anche l'attaccante Cristian Biancone, 33 anni, ex giocatore di Avellino e Sorrento: è accusato di aver truccato la partita Sorrento-Juve Stabia del 5 aprile 2009 per agevolare il clan camorristico dei D'Alessandro che gestiva un giro di scommesse clandestine. L'incontro terminò 0 a 1.

Secondo l'accusa, Biancone convinse anche il portiere, Vitangelo Spadavecchia, a falsare il risultato. In cambio, Spadavecchia, che è indagato a piede libero, ricevette, secondo l'accusa, 25mila euro. Biancone dopo aver giocato nella stagione 2009-2010 nell'Avellino in serie D era attualmente svincolato. Nel corso dell'ultima stagione ha subito diversi infortuni che ne hanno condizionato negativamente il rendimento. Alla fine della stagione il contratto si è risolto e Biancone attualmente era senza squadra. I fatti per i quali è stato fermato riguardano la sua permanenza nel Sorrento Calcio. Nel blitz sono state fermate anche un'avvocatessa del foro di Torre Annunziata, accusata di usura ed estorsione, e la moglie di un militare della Guardia di Finanza, accusata di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. Quest'ultima gestisce quattro centri scommesse Intralot che sono stati sequestrati. Dalle indagini è emerso anche che un'altra fonte di reddito per il clan era la coltivazione estensiva di marijuana sui Monti Lattari. 
fonte:Repubblica

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di Redazione
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