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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"Scommettere sulla Champions non è un azzardo"


'Scommettere sulla Champions non è un azzardo'
24/11/2011, 09:11

Ora si può dire che ne è valsa la pena, anche se la guardia di De Laurentiis e Mazzarri resta alta. «Non siamo ancora qualificati». Scommettere sulla Champions non è stato un azzardo. Alzi la mano chi è disposto a cancellare la storica notte contro il City in cambio di qualche punto in più in campionato. Neppure uno dei 60 mila che martedì sera sono impazziti dalla gioia al San Paolo, probabilmente. E di sicuro nessuno nel Napoli, perché De Laurentiis, Mazzarri e i giocatori la loro scelta l’avevano già fatta, scommettendo con coraggio e convinzione su se stessi.
Cavani è stato esplicito. «Abbiamo creduto di potercela fare fin dall’inizio, anche quando siamo stato sorteggiati nel girone della morte», ha gonfiato il petto il Matador, che ha diviso equamente i suoi 8 gol stagionali (4 e 4) in serie A e Champions. Con la differenza, però, che le partite giocate in Europa sono state la metà: cinque contro dieci.
Ma è stata l’intera squadra a rendere di più in Coppa, non solo il suo capocannoniere. Gli azzurri, contro avversari di valore come Manchester, Bayern e Villarreal, viaggiano alla media di 1,6 punti a giornata. Appena inferiore (1,5) quella mantenuta finora in campionato, contro rivali però di spessore parecchio inferiore. È la prova di come il Napoli abbia davvero puntato sull’Europa e non solamente a parole, magari per mascherare qualche passo falso in campionato. Sembrava una follia, dopo il sorteggio. Ed è stato forte il pericolo di rimanere a mani vuote, andando a caccia di una qualificazione al limite dell’impossibile.
 Invece, a una sola partita dalla fine della prima fase, i conti in casa azzurra tornano tutti: in campo e fuori. Mazzarri, mai visto così felice, ha baciato i suoi giocatori uno a uno, dopo il trionfo con il Manchester. «Non lo faccio mai, ma questa volta era giusto festeggiare. È stata una impresa storica: nei primi minuti ho pensato che vincere sarebbe stato difficile e che non potevamo farcela, contro un avversario tanto forte e convinto di sé. Invece il gap tecnico è stato annientato. Abbiamo dovuto giocare sopra ritmo e correre più di loro. Dopo il palo di Hamsik ero sicuro che avremmo subìto la beffa del 2-2 al 90’. Per prevalere sul City dovevamo essere perfetti e sperare che qualche episodio ci desse ragione. Ed è ciò che è successo».
Se l’augurava pure De Laurentiis, che ha sofferto in tribuna in mezzo ai 60 mila tifosi (incasso di 2 milioni e 479 mila euro). «Tutti dicevano che il Manchester City ha un attacco super e una difesa perforabile, e noi l’abbiamo bucata. Ci abbiamo sempre creduto, fin dall’inizio, pareggiando nella prima partita in Inghilterra», ha confessato il presidente del Napoli, che più di tutti aveva insistito sulla opportunità di puntare sulla Champions.
Dal punto di vista economico può essere un trionfo: il passaggio del turno, infatti, farebbe entrare nelle casse del club oltre 26 milioni (vedi tabella). Ma adesso si tratta di metterla in cassaforte, la qualificazione. Mazzarri è ovviamente prudente. «Per passare agli ottavi di finale servirà un’altra impresa, perché a Villarreal non sarà facile. Non è scontato il nostro successo in Spagna. Speriamo che il Bayern sia motivatissimo fino alla fine con il Manchester».
Sulla stessa linea anche De Laurentiis, che dopo la vittoria di martedì sera ha abbracciato con riconoscenza il tecnico. «Mi auguro che i nostri giocatori non sottovalutino l’avversario e diano il massimo anche nell’ultima gara. Non siamo ancora usciti dal girone della morte. Una vittoria malandrina del City potrebbe ancora buttarci fuori». E il campionato? Dopodomani c’è l’Atalanta: sicuro il turnover a Bergamo. Chi è disposto a sacrificare questa Champions?
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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