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IL CIUCCIO CHE VOLA

Scusate il ritardo


Scusate il ritardo
26/09/2010, 17:09

Napoli e Cesena non si affrontano in A più o meno dai tempi di Massimo Troisi. Nel film “Scusate il ritardo”, nel mentre è a letto con Giuliana De Sio, durante una pausa, il grande attore partenopeo accende la radio e apprende con stupore che il Napoli perde due a zero col Cesena… in casa! (per la cronaca, goal di Walter Schachner e Oliviero Garlini). Da qui nasce un irresistibile siparietto con la De Sio, che si incupisce per la mancanza di rispetto del compagno, che poi travisa il motivo del malumore e cerca di rincuorarla facendole notare che è solo il primo tempo…
 
Mazzarri, prima di comunicare le formazioni, guarda in faccia Maggio, Grava e Cannavaro e capisce che non può schierare sempre gli stessi undici, e opera un robusto turn-over. In campo quasi tutti i nuovi acquisti.
Mazzarri entra in campo, vede l’arbitro Damato e – memore dell’arbitraggio di Udine – si copre la bocca, stile Cassano, per poter dare libero sfogo ai suoi pensieri…
Inizia la partita.
Il ciuccio inizia con la zampa sull’acceleratore, chiude il Cesena nella propria metà campo e non lascia ripartire i due esterni, che fino ad oggi erano sembrati i più in forma del campionato.
14’ Calcio d’angolo per il Napoli, Cribari di testa prova a sorprendere Antonioli, che stava firmando la delega a Budan per andargli a ritirare la pensione. Ma il nonnetto è arzillo e reattivo.
17’ Punizione dal limite per il Napoli. Lavezzi scavalca la barriera ma Antonioli para, mentre pulisce la dentiera.
19’ Bella azione corale del Napoli, con Dossena che serve Hamsik, pallone al centro per Lavezzi, fermato da Nagatomo, che da terra dimostra che con le mani è bravo quanto con i piedi. Damato, vista l’ora, si stava preparando una piadina con prosciutto e stracchino e non vede.
20’ Bomba di Hamsik, disinnescata da Antonioli, che durante la prima guerra mondiale faceva l’artificiere.
25’ Il Cesena supera la metà campo e tira addirittura in porta con Parolo. De Sanctis che stava cercando di trovare il settantuno orizzontale (attaccante stabiese della Juve), si tuffa e para.
27’ Mazzarri si toglie la giacca.
37’ Tiro di Lavezzi, deviato, Antonioli scivola su una chiazza di cookident e respinge.
39’ Azione di forza di Pazienza, conclusa con un tiro centrale di Sosa. Antonioli, che si stava scaldando un po’ di semolino, para in due tempi.
43’ Hamsik raccoglie un corner di Sosa, finta su Pellegrino, che si smaterializza, tiro bellissimo di poco a lato. Antonioli, che si stava frullando delle verdure, non ci sarebbe mai arrivato.
Mazzarri pensa di inserire forze fresche a centrocampo, guarda la panchina e chiama Yebda, Frustalupi gli fa notare che è già in campo dal primo minuto. Mazzarri gli chiede: “Ma sei sicuro?” Frustalupi legge la distinta consegnata all’arbitro e risponde: “Così c’è scritto e così ti dico”.
Finisce il primo tempo. Il possesso palla è all’incirca del 102% a favore del Napoli. Eppure il Cesena ha battuto il Milan, ha pareggiato a Roma ed è appena dietro l’Inter in classifica.
Mazzarri ordina a Cannavaro, Maggio, Santacroce e Cavani di scaldarsi. Santacroce sale in sella ad una cyclette. Gli altri fanno stretching.
Inizia la ripresa.
46’ Zuniga parte da centrocampo, dribbla gli avversari come birilli, vince più rimpalli di quanti ne ha vinti in tutto lo scorso campionato, entra in area, Mazzarri non crede ai suoi occhi (e nemmeno noi) dice a Frustalupi che se Zuniga fa quel goal si farà monaca. Ma il colombiano tira su Antonioli, che stava giocando a tombola con un gruppetto di tifosi coetanei, assiepati a bordocampo. Mazzarri rinvia la clausura
46’ Schelotto sulla destra va sul fondo, entra in contatto con Cribari, il fallo dell’italo argentino sembra evidente quasi a tutti, ma Damato ha le lentine scadute, palla al centro per Parolo, che realizza il suo primo goal in serie A. Sarebbe simpatico fare un’indagine per vedere quanti calciatori hanno messo a segno il loro primo goal in A contro il Napoli.
Mazzarri fa rilevare a Damato che c’era fallo di Schelotto su Cribari, l’arbitro espelle l’allenatore partenopeo per lesa maestà.
Il pensiero vola inevitabilmente a Massimo Troisi, che con l’ottimismo che lo contraddistingueva, avrebbe certamente rassicurato la De Sio sulla possibilità di un recupero.
Mazzarri in tribuna cerca in rubrica i numeri di Frustalupi e Bigon per suggerire dei cambi. Entrambi risultano irraggiungibili. Il mister vede Lucarelli in tribuna e gli chiede di fare una corsa per avvisare Frustalupi di far entrare Cavani, ma il centravanti toscano gli ricorda che con il crociato rotto arriverebbe in campo non prima dei supplementari. Così Mazzarri telefona a Santacroce, che intanto stava inviando sms alla fidanzata dalla cyclette e gli dice i cambi da effettuare. Santacroce scende un attimo dalla bici, riporta le notizia e Frustalupi e riprende a pedalare.
60’ Entrano Cavani e Santacroce. Esce l’argentino Sosa. Esce anche Yebda, ma in realtà nessuno lo aveva mai visto entrare. La sua partita migliore rimane ancora quella disputata con il Benfica.
61’ Lavezzi colpisce di nuovo Antonioli e vince un orsacchiotto.
Santacroce, intanto, continua a pedalare. Se anziché una cyclette stesse pedalando su una bici, starebbe arrivato già più o meno a Pescata.
63’ Cavani vince un altro orsacchiotto. Antonioli comincia a chiedersi perché gli attaccanti del Napoli ce l’abbiano con lui e pensa che neppure quando si siede a leggere il giornale nei giardinetti prende tante pallonate dai ragazzini.
64’ Santacroce è ormai in fuga. Moser e Saronni sono staccati di un chilometro.
70’ Bolide di Gargano, deviato da un difensore, la palla assume un effetto strano. Antonioli che stava chiedendo il catetere al medico sociale è battuto, ma il Santo patrono di Cesena abbassa la traversa, che respinge miracolosamente il pallone.
72' Gran pallone recuperato da Cavani, che serve in area un pallone delizioso a Dossena, maggior produttore di assist di questo avvio di stagione, palla al centro per Lavezzi che pareggia i conti con un tiro a pochi passi da Antonioli, che faceva zapping sul suo videotelefono, passando dalle tette della Ventura a quelle della D’Urso.
75’ Arrigo Sacchi lascia lo stadio in anticipo, incrocia Mazzarri sugli spalti che provava a telefonare a Santacroce e non riconosce il collega romagnolo. Solo dopo un po’ si avvede dell’ex allenatore milanista, che gli fa i complimenti ma con la faccia di chi vuole sfottere. E infatti Mazzarri a stento gli dà la mano.
Mazzarri vorrebbe chiedere a Frustalupi di sostituire Damato, ma si ricorda che il regolamento non lo consente e quindi opta per un cambio tra Cannavaro e Cribari.
80’ Damato dà uno schiaffo morale a Mazzarri e concede un rigore opinabile su Zuniga, per un fallo iniziato fuori area e continuato dentro. Ma con questa decisione ha solo in parte rimediato ai torti fatti agli azzurri.
Dopo varie proteste dei bianconeri, Hamsik si presenta sul dischetto e ristabilisce i reali valori in campo. Antonioli, nonostante l’età, intuisce la direzione del tiro e quasi ci arriva. Quasi.
E’ ufficiale, il Napoli, per vincere, ha bisogno di passare in svantaggio.
Il Cesena non si arrende. All’82’ punizione dal limite di Colucci che cambia i connotati a Zuniga, che si rialza dopo cinque minuti, con il muso rientrato.
87’ Contropiede micidiale di Edinson Cavani, che arriva in area, dribbla due birilli bianconeri, e si ritrova a tu per tu con Antonioli, che gli s para davanti con in mano la catenina del rosario. Ma l’uruguaiano, sebbene, molto cattolico, non ha pietà del povero vecchietto e lo fa secco.
91’ Ennesimo contropiede della premiata ditta Lavezzi – Cavani; l’argentino serve al limite dell’area il compagno, che con uno spettacolare tiro a giro toglie le ragnatele dall’incrocio di Antonioli, che prima di questa partita non subiva goal in casa dalla lontana gara col Modena in B, ad opera del promettente Catellani.
Intanto Santacroce è appena arrivato a Bucarest, dove il Napoli sarà impegnato in settimana contro la Steaua. Probabilmente, in quella occasione verrà schierato titolare e dovrebbe ormai essere pronto.
Il Napoli, fermo restando che ha una squadra incompleta e che sarebbe un reato non completarla a gennaio, quando ha la possibilità di giocare di rimessa è micidiale. Se Cavani continuerà a giocare e a segnare così, benediremo il tradimento di Quagliarella e gli augureremo di restare a vita alla Juve, il cui proprietario, pare seriamente intenzionato a riservare all’intera rosa un trattamento non dissimile a quello dei colleghi di Pomigliano. Sebbene il rendimento di questi ultimi sia in verità più costante e produttivo.
Troisi, al termine della partita, avrebbe detto alla De Sio “Haje visto? Che ti avevo detto?”
Con questo Napoli, infatti, fino alla fine non si può mai dire. Passa in vantaggio in casa e poi perde negli ultimi minuti e, grazie a Dio, anche viceversa fuori casa.
Quando c’è da criticare, si critica, calciatori, allenatore e dirigenti. Oggi c’è da applaudire, e quando si vince una partita demolendo la squadra più in forma del campionato, vanno applauditi tutti.
Domenica un’altra partita difficilissima in campionato. Ma è vietato dire in bocca al lupo. Ma prima dei romani, in settimana, ci aspettano i rumeni e, dosando bene le forze a disposizione, si possono regalare altre soddisfazioni al pubblico. Intanto, fa piacere che anche la società comincia a capire gli errori e pare intenzionata ad abbassare il costo dei biglietti per rivedere lo stadio pieno.

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di Gianni Puca
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