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IL CIUCCIO CHE VOLA

Senza limiti


Senza limiti
31/01/2011, 11:01

Nella storia del Napoli ci sono stati episodi infausti che hanno fatto scattare delle molle che hanno catapultato poi la squadra verso traguardi impensabili. Successe a Torino, con lo schiaffo di Brian Laudrup, al quale il Napoli replicò con tre ganci che misero al tappeto la Juve. E’ assolutamente inconfutabile che in quella partita si posero le basi del primo scudetto. Successe in Francia, con il rigore sbagliato da Diego contro il Tolosa in coppa UEFA: su quella sconfitta si costruì un altro anno memorabile.
E, ad avviso del sottoscritto, la immeritatissima eliminazione dalla Coppa Italia, ai rigori contro un’Inter dominata in lungo e in largo, oggi come allora, ha fatto scattare nel Napoli qualcosa che ha rafforzato la consapevolezza della squadra nelle proprie forze.
In molti hanno minimizzato la vittoria del Napoli contro una Samp allo sbando. Vorrei ricordare però che il Napoli ha battuto i doriani anche all’andata in casa loro, allorquando i liguri schieravano ancora Cassano, Pazzini e Marilungo. E gli demmo anche un goal di vantaggio.
La differenza oggi l’hanno fatta le motivazioni e le motivazioni della squadra sono forti, e cosa che fan ben sperare è che i ragazzi perseguono l’obiettivo di squadra prima ancora di quelli personali.
Oggi trovare un aggettivo per Edinson Cavani e per il Pocho Lavezzi è assolutamente impossibile, bisognerebbe coniare aggettivi nuovi per questi due sudamericani che non si capisce che diavolo di omogeneizzati abbiano mangiato da bambini. Ma a molti è sfuggita una circostanza importantissima: Marek Hamsik, un ragazzo giovanissimo, che è nella fase in cui bisogna portare tanta acqua al proprio mulino per cercare di far aumentare la propria visibilità per spuntare un ingaggio faraonico, oggi ha dapprima ceduto il calcio di rigore al compagno Cavani e poi, sul tre a zero, solo davanti al portiere, ha servito di nuovo il compagno smarcato al centro dell’area. Questi due gesti dello slovacco sono un segnale forte di grande maturità della squadra, così come un segnale di straordinaria maturità ha dato il pubblico applaudendo e incitando il calciatore che ha “sbagliato” un rigore decisivo appena qualche giorno fa. Un segnale importante è venuto, a dire il vero, anche dalla Società (la “S” maiuscola è voluta) che ha girato alla squadra metà dell’incasso della gara persa contro l’Inter, per premiare lo straordinario impegno dei ragazzi, e un plauso anche per queste operazioni di mercato che stanno passando abbastanza inosservate (vedi Ruiz e Fernandez) ma di cui credo vedremo i frutti a brevissimo.
 
Ma veniamo alla partita.
La Samp inizia in maniera imprevedibilmente spavalda, con Macheda che dopo due minuti fa sporcare il completino nuovo di De Sanctis. Per fortuna, il portierone azzurro, su consiglio della moglie, non ha indossato quello bianco, viste le avverse condizioni atmosferiche.
5’ Zuniga tira in porta da posizione impossibile anche per un calciatore dotato di piedi normali anziché di ferri da stiro, ignorando Cavani e Lavezzi smarcati al centro dell’area. E qui è necessario aprire una piccola parentesi. Zuniga è da due anni una delle vittime preferite di questa rubrica umoristica, per motivi facilmente intuibili. Il calciatore è divenuto celebre per aver inventato l’autodribbling, un doppio, triplo e a volte quadruplo passo con il quale l’estroso esterno riesce a saltarsi più volte da solo nella stessa azione, riuscendo tuttavia a neutralizzarsi, sempre da solo. Il colombiano riesce a strappare il sorriso anche quando tira i calci rigore, tant’è che Castellazzi si è fatto sfuggire il pallone dalle mani, dopo averlo parato, proprio per un incontrollabile attacco di riso. Tuttavia, Juan Camillo Zuniga, quando fa le cose semplici, è un calciatore prezioso. Ricordo diverse occasioni in cui il colombiano è ripartito a razzo, procedendo dritto, senza incaponirsi in giocate che non rientrano nelle sue corde, fornendo assist semplici ma decisivi o costringendo l’avversario a buttarlo giù, conquistando calci di punizione dal limite e facendo ammonire l’avversario di turno. Caro Zuniga, vai… dritto per la tua strada, per favore. Lascia stare dribbling e tiri in porta e sarai prezioso per questo gruppo. Scusatemi, ma mi dovevo sfogare!  
8’ Fallo netto su Cavani al limite dell’area. Rocchi, formatosi nello stesso corso per arbitri non vedenti frequentato da Valeri, non fischia.
16’ Mamma mia, che ha fatto Cavani!!! Credo che nessun esperto di calcio onesto potrebbe dire di aver previsto l’exploit di questo atleta fantastico. Ma io aggiungerei che nemmeno lo stesso Cavani sapeva di essere così forte. Il dribbling con il quale fa scomparire Accardi farebbe invidia a David Copperfield, e la conclusione che regala al Napoli l’1-0 è di precisione chirurgica, così come l’assist di Lavezzi. Uno dei divani della curva Puca, che più volte aveva resistito ai balzi sincronizzati e agli atterraggi altrettanto sincronizzati delle terga degli abbonati, questa volta cede.
I due seduti sugli esterni neppure si accorgono di ciò che accade sotto ai rispettivi sederi.  Entrambi si ritrovano seduti in pendenza, quello che era seduto al centro si ritrova con le chiappe a terra e le gambe all’aria, ma l’unica a rendersi conto dell’accaduto è mia madre, che ormai vede cadere a pezzi il suo fu salone.
20’ Magie a ripetizione di Lavezzi sulla destra, che tira fuori dal cilindro un allevamento di conigli, palla per Hamsik che serve all’indietro per Yebda. Il tunisino tira e abbatte un aereo della Tunisi Air Line, dal quale cade una pioggia d’oro che risolve la crisi dell’intera nazione. Fortunatamente non si annoverano perdite, se non quella di una distinta signora che aveva pagato diversi milioni di sovrapprezzo per aver imbarcato una valigia dal peso di circa una tonnellata e mezzo.
30’ Lavezzi si trasforma nel signor Quindici palle e con un’azione a tre sponde mette in subbuglio la retroguardia doriana, mancando però la buca di poco.
31’ Zuniga tira nello specchio della porta. San Gennaro rigetta ogni accusa e giura sulla propria innocenza.
37’ Zuniga sembra averci ascoltato, rinuncia all’auto-dribbling e va dritto, spedito verso la porta avversaria. Tissone, che confidava nel solito auto-tackle del colombiano, viene colto di sorpresa ed è costretto a fermarlo con le cattive: ammonito
40’ Santacroce pare aver appeso definitivamente la bici al chiodo. Il ragazzo sembra ritrovato. Maccarone e Macheda non sono certamente Cassano e Pazzini, ma non sono neppure il condor Agostini e Imbriani. Quindi se De Sanctis in quaranta minuti ha superato tutti i livelli di Tekken III con la playstation ci sarà.
43’ Lancio di Hamsik per Cavani, abbattuto in area da Accardi che guarda l’orologio per vedere quanto manca alla fine di questo assedio. Hamsik cede il rigore a Cavani. Sul tiro dell’uruguaiano avviene qualcosa di incredibile: i tre occupanti del divano centrale della curva Puca saltano contemporaneamente durante la rincorsa, il divano si ricompone magicamente per qualche secondo, per poi rispezzarsi nuovamente al centro al momento dell’atterraggio susseguente al secondo goal del superbomber azzurro.
Finisce il primo tempo. I calciatori del Napoli vanno negli spogliatoi, quelli della Samp vengono trasportati all’Ospedale Incurabili di Napoli.
Inizia la ripresa.
47’ Lavezzi brucia per l’ennesima volta Volta sullo scatto, mette al centro per Hamsik e anche qui accade qualcosa di inspiegabile: mio padre, seduto sul lato destro, viene catapultato sull’estrema sinistra del divano e mio cognato, juventino quasi pentito, dalla estrema sinistra passa all’estrema destra, con mio fratello, l’unico coerente, che rimane immobile al centro. 3-0! Mia madre prega San Walter che il Napoli si accontenti e che mantenga il risultato.
48’ Maccarone è cotto. Radio mercato aveva accostato la punta partenopea al Napoli, e tecnicamente il ragazzo è validissimo, ma un calciatore con un nome così a Napoli non allignerebbe, mentre e Genova può far bene, soprattutto se la Samp, come pare, si aggiudicherà, al posto dell’ex Cassano, i servizi di Piatti. 
50’ Lavezzi mercoledì deve andare alla comunione del figlio di un cugino e si fa ammonire.
55’ Esce Macheda ed entra Biabiany, con sotto al braccio una valigetta con dodici milioni di euro in contanti mandati da Moratti come conguaglio al presidente della Samp, che pare aver ormai finito la benzina.
56’ Hamsik si guadagna l’oscar per l’altruismo e, solo davanti a Curci, regala il goal a Cavani, che con la tripletta di oggi stacca tutti i concorrenti alla classifica marcatori e mette nel mirino il record di goal in un solo campionato, che dista ormai solo cinque goal. 4-0!
63’ Show di Lavezzi. Il pubblico lo ha incoraggiato dall’inizio. E quando si creano questi incontri di forze, con il pubblico che trascina un calciatore e il calciatore che a sua volta trascina il pubblico, si creano danni irreparabili agli avversari. E’ difficile anche buttarlo giù questo calciatore, che non sarà certamente Maradona, ma che è il calciatore che dopo Re Diego ci ha fatto divertire di più in assoluto.
69’ Applausi per Cannavaro, che con Santacroce e Campagnaro ha eretto un muro contro il quale la Samp è rimbalzata ogni volta che ha provato a superare la metà campo. Entra Cribari. Di Carlo si rincuora e pensa che almeno il pareggio non sia impossibile da raggiungere.
80’ Lavezzi dribbla 36 avversari, la quaterna arbitrale, otto raccattapalle e tre fotografi. Dopo quaranta metri di corsa, Poli gli chiede la maglia. Ammonito.
Curci pensa che prima di questa partita, la Samp era una delle difese meno battute della serie A.
Negli ultime dieci minuti, il ciuccio, cavallerescamente, morde il freno e risparmia l’umiliazione agli avversari. Oltre alla maiuscola prestazione dei tre moschettieri, va applaudita la prova dell’intera difesa e la crescita esponenziale di alcuni “invisibili”. Santacroce, Yebda e Zuniga oggi hanno offerto un contributo importante ed è importantissimo sapere che oltre ai titolarissimi ci siano in rosa anche elementi preziosi come loro. Testimoni oculari potranno testimoniare sul fatto che avevo pronosticato il 4-0 alla Samp, sul futuro non mi sbilancio, dico solo che alle ambizioni di questa squadra non bisogna porre limiti.
 
 
 
 

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di Gianni Puca
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