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Dichiarazioni rilasciate in un'intervista a ''La Stampa''

Serie A ferma, Petrucci: "Colpa dei presidente sfasciatutto''

Attacca Beretta: ''Troppo impegnato con Unicredit''

Serie A ferma, Petrucci: 'Colpa dei presidente sfasciatutto''
28/08/2011, 11:08

TORINO - Il campionato fermo? Tutta colpa della gestione sbagliata dei presidenti nel corso degli anni. A parlare questa volta non è un calciatore o un presidente della Lega A, bensì il presidente del Coni Gianni Petrucci in un'intervista rilasciata allo storico quotidiano di casa Agnelli ‘’La Stampa’’. Il massimo rappresentante dello sport italiano, non attacca soltanto i ‘’presidenti sfasciatutto’’ (In particolare Lotito)  che hanno deciso di far saltare il tavolo della serie A senza un vero e proprio oggetto del contendere’’, ma se la prende anche con il presidente della Lega Calcio, Beretta, distratto dal doppio incarico con Unicredit, "C'è chi in pubblico dichiarava di essere contrario allo scontro frontale con l'assocalciatori e in Lega si vestiva da falco – accusando - prendiamo l'accordo ponte proposto da De Laurentiis e accolto dal sindacalista Tommasi. De Laurentiis chiamava Beretta e il presidente di Lega, il suo presidente, non si faceva trovare". e in maniera ermetica lascia intendere un possibile commissariamento del ruolo quando allude agli ‘’strumenti giuridici di cui il Coni dispone’’. Il presidente del Coni comunque riguardo i presidenti non fa di tutta un erba un fascio, anzi ha stima e fiducia verso alcune personalità appena entrate nel mondo del calcio come: ‘’ De Laurentiis, Della Valle, Agnelli’’ Riguardo i problemi che hanno fatto saltare l’inizio di stagione, Gianni ha commentato: " La questione fuori rosa interessa a pochi club di serie A che hanno voluto comprare troppo, ma nessuno li ha obbligati a farlo", e sul contributo di solidarietà, "è il tipico falso problema. La manovra finanziaria non è ancora legge, non sappiamo quali modifiche verranno apportate al decreto e in ogni caso nelle ultime ore ci sono state le dichiarazioni distensive del ministro Calderoli. In questa vicenda manca l'oggetto del contendere eppure ci si scalda come se in ballo ci fossero le tavole di Mose"'. Per il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, l’unico rilancio del calcio italiano deve arrivare dal Parlamento attraverso una normativa  che spazi dagli stadi alla tutela dei marchi, anche se sottolinea che ‘’il Paese ha problemi molto più seri".
Petrucci non crede che la lega di A imiterà la Nba e si fermerà per più di un anno perché ‘’i nostri club producono ricchezza ma anche debiti, e non sono in grado di resistere troppo a lungo senza incassi. Un accordo alla fine si troverà – concludendo - Lo sport italiano è anche la pallanuoto che vince i Mondiali, la Pellegrini che batte ogni record, la Idem che si qualifica all'ottava Olimpiade, Roma che si candida ai Giochi del 2020. L'astensione del calcio è un brutto colpo, non il colpo del ko».

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di Zaccaria Pappalardo
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