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Serie A Napoli Calcio a 5: intervista all'allenatore Carmine Tarantino


Serie A Napoli Calcio a 5: intervista all'allenatore Carmine Tarantino
07/11/2012, 09:25

E’ l’ allenatore più giovane della massima serie, con il suo Napoli sta sorprendendo tutti meritando il titolo di vera rivelazione di questo primo scorcio di campionato, ora fermo per gli impegni della nazionale italiana ai campionati mondiali in Thailandia. Carmine Tarantino è uno dei grandi protagonisti dello splendido inizio di stagione della compagine azzurra, attestatasi al terzo posto in graduatoria dopo le cinque giornate di campionato fin qui disputate, ma il tecnico partenopeo non si scompone e non si lascia trascinare da facili entusiasmi.

- Partiamo prima dal tuo impatto personale con la massima serie. Quali sensazioni hai riscontrato, hai avuto delle conferme rispetto alle tue previsioni oppure sei rimasto sorpreso da qualcosa e che cosa in particolare?

“Ovviamente l'impatto è stato forte, emozionante. Per me ciò ha significato ritrovarmi su campi ed al cospetto di avversari che ho sempre visto soltanto in tv, ragion per cui tutto questo mi ha fatto uno strano effetto. Ho trovato un livello ed un ritmo di gioco effettivamente diversi rispetto a quelli del campionato di A2, non esistono gare più semplici di altre. La stessa preparazione di una gara è completamente diversa, devi provare a curare al meglio tutti i minimi particolari e per farlo c'è bisogno di lavorare in team, non più da solo come forse facevo in passato. In questo senso colgo l'occasione per ringraziare chi con me tutti i giorni fatica sodo per cercare di ottenere il massimo da questo gruppo: Claudio e Salvatore De Michele insieme a Massimiliano Scognamiglio, che con me formano lo staff tecnico, sono davvero persone serie, preparate e professionali”.

- Al di là degli ottimi risultati fin qui ottenuti, la sensazione è che paradossalmente la squadra riesca ad esprimersi meglio dal punto di vista del gioco contro compagini di maggiore qualità tecnica. Credi che questo sia una semplice casualità o ritieni che ci possano essere spiegazioni di carattere tecnico e di ordine mentale a questo andamento?

“Parto col dire che non sono ancora contento di come la squadra si stia esprimendo. Dobbiamo crescere dal punto di vista del gioco e della personalità.
Il discorso della differenza di prestazioni in determinate tipologie di partite è vero. Sembra che a volte siamo presuntuosi e se questo pizzico di spensieratezza in determinate circostanze può far bene in altre invece può farti sbagliare clamorosamente delle gare. Ci tengo però a precisare che questa è una squadra molto giovane che, fatta eccezione per qualche elemento come Campano, Pelentir e De Luca, vede tra le sue fila tutti i ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 26 anni. Quindi lo scotto dell'esperienza e della differenza di ritmo con la categoria superiore andava pagato e fino ad ora siamo riusciti a farlo portando a casa dei punti”.

- Cinque giornate di campionato, ora la lunga sosta per i campionati mondiali.
C'è la serenità e la tranquillità giusta per tracciare certamente un primo bilancio. Ma proviamo a spingerci un po’ oltre, dove secondo te può effettivamente arrivare il tuo Napoli?

“Penso di essere abbastanza schietto e sincero in generale e lo sarò ancor di più ora. Noi dobbiamo migliorare il più possibile come squadra per cercare di raggiungere la salvezza. Il progetto della società è a lungo termine e per farlo deve continuare a stare in A. La classifica ci sorride adesso ma affronteremo anche momenti difficili,quindi abbiamo semplicemente fatto punti che ci potranno tornare utili per il raggiungimento del nostro obiettivo. Penso che nella vita in generale ci voglia il giusto equilibrio, altrimenti oggi sei un campione e domani rischi di essere un brocco. Noi pensiamo a fare il meglio con la Luparense, la classifica non ci interessa in questo momento”.

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di Redazione
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