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Si riparte da Yebda e i cornetti di Lavezzi


Si riparte da Yebda e i cornetti di Lavezzi
04/02/2011, 11:02

Quando cade, il Napoli è abituato a rialzarsi. E anche subito. La sconfitta col Chievo, archiviata da Mazzarri come «la peggiore partita della mia gestione» non deve lasciare strascichi particolari, semmai la consapevolezza di essere una squadra «normale» e come tale suscettibile di giornate da dimenticare. Stanchezza mentale oltre che fisica, tour de force tra campionato e coppa, forse anche pressione. Troppa pressione. E poi, Lavezzi. Probabilmente col Pocho in campo l’esito della partita sarebbe stato lo stesso ma l’uomo in più che tagliava il campo, che attirava su di se due o tre avversari, poteva almeno creare qualche impiccio alla squadra di Pioli, che in casa propria aveva battuto l’Inter e fermato Roma, Juventus e Palermo. Mercoledì archiviato, però. Senza drammi. Perché a volte l’eccesso di tensione mentale va smaltito. Inutile insistere ieri su una partita nata male e finita peggio in cui la debacle è stata generale. In questi casi, l’antistress vale di più di qualsiasi sermone. Almeno, a caldo. Scalfita di un niente l’armonia dello spogliatoio, che non può farsi piegare da una giornata storta. Ci ha pensato però anche Lavezzi ad addolcire la pillola. Il Pocho è arrivato di buon ora a Castelvolturno con un vassoio pieno di cornetti alla marmellata. Non c’era alcunchè da festeggiare, certo. Ma il Pocho ha pensato a suo modo di tirare su il morale ai compagni. Mazzarri non ha accennato un solo istante alla partita di Verona. Lo farà oggi, a mente fredda.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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di Salvatore Formisano
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