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IL CIUCCIO CHE VOLA

Silenzio Stampa


Silenzio Stampa
28/08/2010, 10:08

Il sottoscritto non è un giornalista professionista, ma solo un “cronista tifoso”, che si è inventato la cronaca umoristica delle partite della sua squadra del cuore, il Napoli. Oggi, nonostante la soddisfazione per il passaggio del turno in Europa League, conseguita attraverso una eccellente prestazione collettiva (che non deve però illudere, considerata anche la pochezza degli avversari), decide di operare un singolare silenzio “stampa” (anche se, nella fattispecie, il termine stampa è usato in maniera ironica). Il Napoli calcio, per motivi che ancora non sono chiari ai più, in passato, è stato in silenzio stampa per mesi. Per una volta, in qualità di cronista tifoso, in rappresentanza dei tifosi napoletani, o quantomeno di una discreta parte di essi, vorrei invertire i ruoli. Anche se il mio gesto è assolutamente simbolico e isolato, nonché consapevolmente quasi inutile, non pubblicherò la cronaca della partita, considerato l’atteggiamento della società irrispettoso nei confronti dei tifosi e dei sacrifici che questi ultimi fanno per seguire la squadra in giro per l’Italia e per l’Europa. Il Presidente, che fino a ieri ho considerato il miglior Presidente che il Napoli potesse avere in questo momento non può dire che l’Europa League non gli interessa e poi far pagare dieci euro a chi ha già pagato l’abbonamento per vedere il Napoli in tv e cinquanta euro (settore distinti e tribuna laterale) per vedere una partita contro una squadra di morti che camminano, in una competizione che lui stesso dice che non gli interessa. E se la competizione che gli interessa è la Champions è oltremodo offensivo nei confronti dell’intelligenza dei napoletani, vendere uno dei calciatori simbolo della squadra, pensando di rimpiazzarlo con un volenterosissimo trentaquattrenne (che in passato preferivo anche a Toni) a parametro zero e/o con una eccellente riserva del Bayern Monaco, in scadenza di contratto. E uno che ha come obiettivo la Champions e capisce di calcio non va a cedere un giocatore così importante all’unica delle quattro pretendenti storiche alla Champions che appare in difficoltà (e che lo scorso anno è arrivata dietro il Napoli), completandole un organico, che ora (e solo ora) ci è superiore! Infine, vorrei che mi si spiegasse, perché giuro che non l’ho capito, perché mai si rinvia l’ufficializzazione di Sosa a dopo la partita con gli svedesi, ma si ufficializza (o quasi, visto che l’annuncio lo hanno dato tutte le televisioni) la cessione di Quagliarella nel giorno stesso di una partita che valeva mezza stagione. E domenica, contro il Bari, allo stadio non ci andrò. E non ci sari andato neppure se avessi acquistato l’abbonamento. A meno che la cessione di Quagliarella, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, non sia dovuta all’acquisto di Pazzini o di Robinho. 
Un pensiero, però, non può non andare anche a Quagliarella, che dice che “a volte la ragione deve prevalere sul cuore”. Beh, se la ragione è quella del danaro, questo addio sarà molto meno doloroso. Fermo restando, che anche se il tutto fosse partito dal calciatore e dal suo procuratore, avendo Quagliarella un contratto pluriennale, la società doveva imporgli di rispettarlo. O, in ultima analisi, cederlo al Rubin o al Real, ma non certamente alla Juve e acquistare contestualmente un calciatore di pari valore, perché in un colpo solo siamo passati da un possibile quarto posto alla possibilità di raggiungere una inutile settima posizione. Vedere mercato di Palermo e Genoa.

di Gianni Puca

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di Redazione
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