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Il collega evidenzia: "De Laurentiis non ha offeso nessuno"

Silver Mele: "Classe arbitrale con 4-5 elementi scarsi"


Silver Mele: 'Classe arbitrale con 4-5 elementi scarsi'
03/12/2009, 16:12

NAPOLI - Le parole di Aurelio De Laurentiis di alcuni giorni fa hanno fatto scattare comunicati, titoli e dubbi. Dopo le dichiarazioni del patron azzurro è giunta la risposta dell’AIA con Nicchi e c’è chi teme un deferimento per il presidente.
Facendo un tuffo nel passato, però, si ricordano famose sviste. Proprio come quella di Nicchi in una sfida tra il Napoli e il Perugia (1-0 gol di mano di Rapaic) che gli valse una sospensione a pochi mesi dal termine della carriere, che finì anzitempo.
Non credo ci sarà un deferimento – sottolinea Silver Mele, giornalista Sportitalia, ai nostri microfoni - anche perché sul comunicato dell’Aia non c’è riferimento esplicito a De Laurentiis, ma è stato fatto capire che è ha alzato i toni e che c’è una sorta di cartellino rosso per lui. Credo che l’Aia abbia voluto ribadire la propria autorità, ma un pò a tutti e non a De Laurentiis in particolare. Riascoltando le parole del presidente, però, dico che non ha offeso nessuno. Credo abbia fatto bene a parlare, ha detto che non gli piace fare dietrologia e che non vuole pensare alla malafede sottolineando che fino a quando non avrà prove non crederà ci sia una volontarietà negli scelte sbagliate. Ha ribadito l’errore arbitrale, ha detto che Calciopoli non è troppo lontana, ma da qui a dire “nuova Calciopoli”...lui non l’ha detto”.
Restando sul tema degli errori arbitrali il collega evidenzia come il rigore di Quagliarella si potesse dare, quello su Lanzafame sia stata una svista. "E’ una trattenuta che accade in ogni partita - ha dichiarato Mele - Lanzafame si è lasciato un pò cadere. La verità è che la classe arbitrale ha 4-5 elementi scarsi e tra questi c’è Trefoloni. Credo che Collina dovrebbe sanzionare i propri arbitri in base alle prestazioni”.
Come vedi la scelta di Romeo per Napoli-Bari?: “Ho accolto con moderata soddisfazione la designazione. Non ci sono grandi valori in Italia, ma tra questi c’è Romeo. Viene descritto come un arbitro di pugno. Inoltre è uno molto legato a Collina che potrebbe averlo scelto proprio per questo”.

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di Francesca Fortunato
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