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IL CIUCCIO CHE VOLA

Solo la Nebbia


Solo la Nebbia
04/02/2011, 08:02

“Dottò, scusate, per Chievo, vado bene di qua?”, chiede l’autista del pullman del Napoli ad un tizio che se ne sta immobile come un palo al centro di una piazza.

 “O bischero, a chi tu chiedi? Un vedi che è una statua?”, fa notare all’autista Mister Mazzarri. “Mistèr, che volete da me? Qua non si vede il resto di niente con questa nebbia”.

 Da dietro, tutti i convocati azzurri intonano il coro “Solo la nebbia, avete solo la nebbia, solooo la neeebbiaaa, avete soooolo la neeeebbiaaa”.

 “Mistèr, io ho scritto “Chievo” sul tomm tomm, ma quello sapete che mi ha risposto?”

“Che t’ha risposto?”, chiede incuriosito Mazzarri.

 “Mistèr, mi ha risposto: Giuvinò, i’ nun songo ‘e ccà, addumandate cchiù annanze…”.

“Hosì te impari, bischero, a homprare il tom tom a Forcella. Questo al massimo te sa indihare la strada per Sehondigliano…”.

“ Voi avete raggione, ma il Napoli ha dovuto ridurre le spese perché dovevamo comprare un difensore. Voi lo sapete, dobbiamo sparagnare dove si può sparagnare”.

Sosa si sveglia e si inserisce nel discorso citando un proverbio argentino: “Los sparagnos nun es jamas uadagnos”

“Appuntos”, replica Mazzarri, guardando Bigon in cagnesco.

 “Dottò, scusate, dovrei andare a Chievo…”, fa l’autista ad un passante in carne e ossa”.

 “E chi se ne frega?”, risponde il polentone non intuendo che quella dell’autista non era una comunicazione relativa al proprio programma bensì una richiesta di informazioni.

Mazzarri guarda l’orologio e constata che sono già le 20.50. Accende la radio e constata con sommo stupore che l’arbitro ha fatto iniziare la partita senza accorgersi che i calciatori del Napoli non erano ancora arrivati allo stadio.

Intanto Zuniga accartoccia il corriere dello sport, che lo portava in panchina, ne fa una palla di carta e comincia a dribblare i compagni, che rimangono seduti e lo osservano basiti.

Sosa russa. Gargano, con l’aiuto di Pazienza, lo gira su un fianco.

Lucarelli controlla sul suo conto corrente on - line se gli hanno accreditato la pensione. Il suo quasi coetaneo Mascara gli chiede se ha fatto la domanda per l’accompagnamento. Lucarelli gli risponde che aveva dato i documenti ad un amico del patronato di Parma, ma che da allora non aveva saputo più nulla.

L’autobus arriva ad un imprecisato incrocio, da tutti i lati si affacciano individui con nasi e guance rosse che urlano: “Terroni, terroni”.

Cannavaro, che era già stato da quelle parti, commenta: “Secondo me, siamo quasi arrivati”.

L’autista scende e tenta di tagliare con il coltello la nebbia. Cannavaro lo richiama e gli fa rilevare: “Cretino, la nebbia c’è ma non si vede”.

E l’autista, di rimando: “E come si fa a vedere quando c’è la nebbia qui?”.

Cannavaro lo manda a quel paese e non gli risponde nemmeno. Intanto è finito il primo tempo. Dalla radio la comitiva azzurra apprende che il Chievo è in vantaggio per uno a zero. Quando il cronista precisa che alcuni dei presenti allo stadio hanno visto che Moscardelli ha messo a segno un eurogoal, Cannavaro scoppia a ridere. Campagnaro gli fa notare che quello è il suo uomo; il capitano rimane immobile, così come Aronica e Dossena, anche se nulla si può imputare ai tre difensori che su quel campo, per cause indipendenti dalla loro volontà, non ci sono mai scesi.

Il pullman continua a vagare in selve oscure e l’autista, che - sebbene sia di Piazza Cavour - si chiama Piazza Dante, non riesce a ritrovare la retta via.

Intanto al Bentegodi la nebbia si fa sempre più fitta. Non si vede nulla, ma sugli spalti si sentono in prevalenza cori di napoletani, che ad orecchio e croce hanno la maggioranza assoluta sui padroni di casa.  

Il pullman imbocca finalmente l’autostrada che porterebbe anche verso la destinazione prefigurata, solo che a causa della fitta nebbia, imboccano l’autostrada al contrario. Né l’autista né i passeggeri si rendono conto di ciò che accade intorno a loro. Decine di automobilisti, fortunatamente li vedono all’ultimo istante e li scansano, non senza indirizzargli bestemmie in tutti i dialetti padani. Quando il cronista alla radio annuncia il raddoppio di Sardo, De Sanctis impreca perché aveva comprato il difensore clivense al fantacalcio e fino ad allora non aveva quasi mai giocato. Il fantasioso cronista, che probabilmente aveva bevuto qualche grappa di troppo, aveva raccontato di uno slalom gigante del terzino gialloblù tra i difensori azzurri, immobili come paletti.

Quando l’autista intuisce quello che è accaduto sono ormai giunti a Caianiello. L’autista si scusa con Mazzarri, dicendogli che “ogni tanto può capitare un errore di percorso”. Mazzarri si infuria e gli lancia Frustalupi.

Intanto Sosa, sbadigliando, accenna al coro che ha accompagnato la comitiva azzurra per tutta la fantozziana trasferta: “Solo la nebbiaaa, avete solo la nebbiaaa, soooolooo la neeebbiaaaa, avete solo la neeebbiiiiaaa”, dopodiché si riaddormenta.

L’autista per placare l’ira di Mazzarri, che intanto si è tolto la giacca, gli riferisce che la partita è stata sospesa per nebbia.

E noi vogliamo crederci, e pensare che sia andata proprio così.


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di Redazione
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