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Sonetti:"L'assenza di Lavezzi peserà"


Sonetti:'L'assenza di Lavezzi peserà'
27/02/2011, 11:02

    Nedo Sonetti, decano degli allenatori nostrani, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:
 
Senza Lavezzi che Napoli vedremo a Milano?
Il Napoli ha raggiunto una dimensione importante grazie al tridente offensivo. Quando manca uno del trio delle meraviglie, la squadra azzurra è abbastanza penalizzata. In Spana, ad esempio, mancando Cavani nel primo tempo la squadra ha perso qualcosa in fase realizzativa”.
 
Contro il Villareal bisognava schierare la formazione titolare?
Certo. In Italia, parliamo tanto di Europa e poi quando si disputa una partita ad eliminazione diretta, i nostri club non schierano la formazione migliore. Personalmente, in queste occasioni ritengo che sia necessario mandare sempre in campo la formazione migliore, senza pensare all’impegno successivo”.
 
Roma e Juve fuori dalla lotta per lo scudetto?
“Probabilmente, si potranno avvicinare alle posizioni importanti, ma non credo che possano lottare per il titolo. La Roma l’altra sera contro il Bologna ha fatto una buona gara. Tuttavia, la squadra ha ritrovato le motivazioni perdute, ma quella è stata una gara in cui si è avvertita la scossa del cambio in panchina. Montella è stato intelligente nel riproporre un modulo collaudato. Non credo, però, che questo possa bastare anche se per il bene della squadra giallorossa mi auguro di sbagliare”.
 
Un allenatore deve usare il bastone o la carota?
Nessuno usa il bastone. Questa è una leggenda che avete inventato voi giornalisti.Oggi il calcio è cambiato.Tuttavia, ieri come oggi, un allenatore vince solo se ha grandi giocatori. Guardiala, ad esempio, pur essendo un tecnico emergente non è un profeta. Il Barcellona vince non perché ha un profeta in panchina, ma perché ha grandi campioni”.
 
Chi manderei in campo contro il Milan al posto di Lavezzi?
“E’ un problema di Mazzarri. Il tecnico livornese ha tutti gli elementi per fare la scelta migliore. E’ necessario mandare in campo sempre chi è più in forma. In ogni squadra, però, ci sono dei campioni da cui non si può prescindere e Cavani è uno di questi, cosi come lo è Ibrahimovićnel Milan”.
 
Il Pocho allenandosi può migliorare sotto porta?
“Gli allenamenti servono per migliorare i difetti dei calciatori e non solo per curare la preparazione atletica. Il ragazzo è giovane e, se si applica, potrebbe correggere questo suo difetto”.
 
Cosa abbiamo noi allenatori toscani in più rispetto ai nostri colleghi?
Effettivamente, ultimamente, molti allenatori emergenti come Spalletti, Allegri e lo stesso Mazzarri sono tutti toscani. Probabilmente, una delle nostre migliori qualità è quella di dire sempre ciò che pensiamo ed, oltretutto, siamo persone molto leali”.
 
Il suo futuro?
“Forse, è giunto il momento di lasciare spazio a colleghi giovani come Allegri e Guardiola. Oltretutto, io la panchina ce l’ho anche in giardino…”

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di Redazione
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