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Stretta sui razzisti dopo i cori a Balotelli


Stretta sui razzisti dopo i cori a Balotelli
19/11/2010, 16:11

Una volta di più l’appannata Italia di Prandelli lascia la copertina al razzismo nel calcio. I fischi, i «buu» razzisti e lo striscione esposto mercoledì a Klagenfurt dagli Ultrà Italia avevano come destinatari Balotelli e Ledesma, «colpevoli» di essere oriundi. Entrambi hanno preso a spallate la discriminazione: «Si rassegnino, la Nazionale multietnica esiste già», ha commentato Balotelli. «Lo striscione dal campo non l’abbiamo nemmeno visto, ma i cori li abbiamo sentiti. Sono molto dispiaciuto per Balotelli, l’intera situazione mi ha dato fastidio», di rimando il centrocampista della Lazio. «Io da solo non posso fare niente: tutti devono fare qualcosa contro il razzismo – ha ribadito SuperMario a Sky -, Figc compresa».

Balotelli ha infine confessato: «Dopo la gara ero molto deluso ma non è la prima volta che mi accade. Brescia è la mia città, vivo bene ma quando ero piccolo molti bambini mi attaccavano per il colore della mia pelle. In ogni caso quello che è accaduto è razzismo, ma è anche la stupidità di poche persone. Andarmene dal campo? Sarebbe stato davvero troppo, per una decina di stupidi. E poi era la mia seconda partita in nazionale». Dai pensieri all’azione, perché le forze dell’ordine a fine partita hanno identificati 41 appartenenti al gruppo Ultrà Italia, rei di aver esposto lo striscione «No ad un Italia multietnica». I dati sono stati consegnati alle autorità di polizia austriaca per la valutazione di eventuali denunce in base alle leggi locali.

A Klagenfurt è stato fermato, fuori dallo stadio, un ultrà di Udine di 20 anni che aveva aggredito un tifoso austriaco colpendolo al viso. Il giovane è stato rilasciato ieri sera e sarebbe estraneo agli episodi razzisti. Intanto da qui a breve ci sarà una stretta nei confronti degli ultrà che seguono la Nazionale, sulla cui sicurezza vigila Roberto Massucci, primo dirigente di polizia. La Figc, che ha bruscamente condannato gli episodi, non dovrebbe rischiare ammende, dal momento che l’Uefa, non ha in programma procedimenti d’ufficio. Tra gli identificati c’era anche qualche tifoso meridionale, di Casarano. Tra chi ha seguito gli azzurri in Austria ci sarebbero anche alcuni napoletani aderenti a frange estreme del tifo.
 
Fonte: Il Mattino.

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di Salvatore Formisano
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