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Terzo posto, le difficoltà dei biancocelesti


Terzo posto, le difficoltà dei biancocelesti
30/04/2012, 12:04

I sogni Champions della Lazio muoiono ancora una volta al Friuli di Udine. Come un anno fa e in maniera ancora più triste di quanto accadde dodici mesi fa, perché allora — quantomeno — la Lazio uscì a testa alta dal campo. Stavolta no, stavolta i biancocelesti hanno perso anche la testa, con l’indegna gazzarra finale. Che non può essere assolutamente giustificata anche se le attenuanti non mancano (la stanchezza su tutte, ma anche la gestione dell’episodio finale da parte della terna arbitrale). Champions addio? La classifica dice che la Lazio è ancora terza a tre giornate, ma da ieri non lo è più da sola,ma in compagnia della stessa Udinese, dell’Inter e del Napoli. E questo non è solo un dato statistico. Anche se la squadra di Reja dovesse tornare a vincere e fare bottino pieno da qui alla fine del campionato potrebbe non bastare.Ma al di là dei calcoli aritmetici è la situazione generale che consiglia di mettere da parte i sogni di gloria. Anche al Friuli la formazione biancoceleste ha mostrato di essere ormai svuotata nel fisico e nella testa. Non corre più, non ragiona più, non riesce acombinare quasi più nulla. Una resa totale che dovrebbe spingere Reja e i suoi uomini, più che a continuare a coltivare sogni di Champions, a cercare di capire come salvare almeno l’Europa League (bisogna arrivare minimo sesti, il margine di vantaggio sulla settima—che è la Roma—è di quattro punti). Perdere anche quella sarebbe davvero troppo dopouna stagione vissuta quasi per intero sul podio della Serie A.

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di Luigi Russo Spena
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