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"Facciamo anche quella del poliziotto"

Tessera del tifoso: Maroni-De Rossi è scontro


Tessera del tifoso: Maroni-De Rossi è scontro
09/06/2010, 23:06

Arriva la “Tessera del tifoso” per tutti. Si chiedono più steward, maggiormente addestrati ed approfondimenti investigativi. Queste sono solo alcune delle iniziative annunciate dal Ministro dell’Interno Maroni e dal capo della Polizia Manganelli per contrastare gli episodi di violenza negli stadi, aumentati nell’ultimo anno. Le partite con feriti sarebbero infatti aumentate del 18.4% in serie A e del 20% in serie B.
Nonostante non piaccia a tutti, sulla tessera non si torna indietro: “Chi è contrario non ha capito di cosa si tratta" ha garantito Maroni. Non è stata per niente una stagione facile, quella 2009/2010: incidenti soprattutto a Torino, Roma, Genova e in alcune trasferte dei napoletani. Moltissime le trasferte ancora proibite, la chiusura di Marassi per Genoa-Milan. Gravi atti di razzismo. Il calcio vive ancora di troppi veleni, anche se l'Osservatorio del Viminale, in questi anni, ha fatto sicuramente un lavoro importante.
Ecco che così potrà portare benefici l’introduzione della tanto contestata tessera del tifoso: “Permetterà –ha detto il ministro- di tenere lontani dagli stadi i violenti; chi è contrario o non ha capito di cosa si tratta o lo ha capito benissimo e teme che questo strumento confermi la sua utilità”. La tessera del tifoso dunque non allontanerà il pubblico dagli stadi. Né è convinto il ministro Roberto Maroni. "Non credo che la tessera del tifoso farà diminuire il numero degli spettatori, anzi - sottolinea - li farà aumentare". Nella conferenza stampa al Viminale il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, difende la tessera che entrerà in vigore dall'inizio del prossimo campionato e che viene fermamente contestata dalla tifoseria ultras. "Grazie alle misure di sicurezza più rigorose adottate negli ultimi anni dall'inizio del campionato gli spettatori sono cresciuti del 2 per cento rispetto all'anno scorso e del 9 per cento rispetto ai due campionati precedenti. E' la violenza che non fa andare la gente allo stadio".  Anche Daniele De Rossi, centrocampista del Roma e della Nazionale, ha detto la sua: “Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un’altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nullae poi ha aggiuntoSono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d’accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio“.
“Le parole di Daniele De Rossi meritavano più di una censura".
Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni.
"Alcuni esponenti politici - ha affermato il ministro - farebbero meglio a stare zitti in certe occasioni: penso a quanti sono intervenuti a difesa di De Rossi e delle sue sciagurate dichiarazioni sulla 'tessera del poliziotto'" .
Mi auguro -ha aggiunto- che entro la fine della legislatura possa essere approvata la legge sulla privatizzazione degli stadi”.
Non sono state più dolci le parole di Manganelli, capo della Polizia: “Sono letteralmente indignato e non certo perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa, esprimendo un più che legittimo dissenso. Quello che mi indigna è la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti. Perfino persone che fanno dichiarazioni del genere
De Rossi in serata ha dovuto fare retromarcia: “Mi rendo conto di aver usato un’espressione infelice e me ne scuso, le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Non volevo mettere in discussione il ruolo delle Forze dell’Ordine e ho grande rispetto per l’impegno di tanti agenti e di tanti poliziotti che ogni domenica lavorano per garantire la sicurezza nel calcio

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di Elisabetta Froncillo
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