Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

OBIETTIVO SESTO POSTO

Testa, cuore e un pizzico di fortuna


Testa, cuore e un pizzico di fortuna
26/04/2010, 00:04

San Federico Marchetti, l'imprecisione, il fantasma del Milan sceso in campo a Palermo e Pazzini, il bomber che poteva essere e non è stato, spengono le ultime speranze Champions del Napoli. Il pareggio per 0-0 contro il Cagliari costa caro alle ambizioni partenopee. Davanti agli azzurri adesso c'è anche la Juventus che ha battuto 3 - 0 il Bari. Il quarto posto adesso è a sette punti, tanti, troppi. Sette punti e tre partite, praticamente impossibile. E' stato bello finchè è durato, ora bisogna puntare al sesto posto, sesto e non settimo, perchè la differenza è tanta. Rientrare nelle prime sei vuol dire affrontare la vecchia coppa UEFA senza turno preliminare, quindi meno partite e meno stanchezza. E poi sappiamo tutti come è andata a finire quando il Napoli ha dovuto affrontare i preliminari.
E' andato tutto storto. In questa negativa giornata di campionato possiamo solo consolarci con la quasi certezza di aver almeno raggiunto l'Europa League(quinti, sesti o settimi, chissà) grazie alla contemporanea sconfitta delle inseguitrici Genoa, Fiorentina e Parma.
Palermo e Sampdoria non sono più forti del Napoli, ma hanno una cosa che agli azzurri manca: la capacità di buttare il pallone in rete praticamente alla prima occasione creata. Il mal di gol è un problema che si è presentato più volte in questa stagione. Sfortuna e troppi errori sotto porta sono stati un mix letale per le ambizioni del Napoli. L'infortunio di Lavezzi poi ha tolto velocità e fantasia ad una squadra che comunque non ha mai mollato. Con il cuore e con la grinta si sono gettati in avanti chiudendo il Cagliari nella propria metà campo e non concedendo pratimcamente nulla.
Il sogno è sfumato, ma in ogni caso bisogna fare i complimenti ai ragazzi. Quello del Napoli resta un grandissimo campionato. Se si pensa a come era iniziato e a come potrebbe andare a finire c'è solo da sorridere. Gli azzurri ci hanno sempre provato, contro qualunque avversario. Ha ragione Mazzarri quando dice che questa squadra non è mai stata messa sotto da nessuno e questo ai tifosi, e non solo, è piaciuto. La squadra ha il carattere dell'allenatore e si vede.
Quello che serve adesso è non perdere la fiducia nei propri mezzi e la voglia di lottare, capire che c'è tanto ancora da fare perchè nessun traguardo è stato raggiunto. L'Europa League non è un trofeo minore, non è un contentino per le cosiddette squadre di seconda fascia. E' una competizione importante nella quale forse si spendono più energie della Champions, si guadagna meno e non si gioca in stadi come Camp Nou e Old Trafford, ma le soddisfazioni che possono arrivare sono comunque tante. Quel sesto posto è un obiettivo prezioso.
Restano tre finali. La prima domenica a Verona contro un Chievo salvo, particolare importante ma che non deve trarre in inganno. Si deve vincere: per l'onore, il morale, i tifosi che seguiranno la squadra nella città di Romeo e Giulietta e quelli che per protesta, o per chissà quale altro motivo, non saranno presenti con il corpo ma solo con la testa e il cuore.
La testa e il cuore, questo serve per lo sprint finale. Battere il Chievo, battere al San Paolo un'Atalanta che molto probabilmente alla penultima di campionato già conoscerà il suo destino e infine dare il tutto per tutto nella trasferta di Genova contro la rivale Sampdoria. Testa e cuore per il sesto posto. Testa e cuore per mettere la ciliegina su questo splendido campionato. Testa e cuore.. e magari anche un pò di fortuna.        

Commenta Stampa
di Marco Marino
Riproduzione riservata ©