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Le menzogne raccontate nell'incidente di domenica

Tomizawa: la morte in pista e le finte cure


Tomizawa: la morte in pista e le finte cure
06/09/2010, 16:09

MISANO - Domenica, come è noto, il pilota Shoya Tomizawa, durante la gara di Moto2 è caduto in pieno rettilineo durante la gara a Misano, dopo di che è stato investito da De Angelis e Redding, che stavano anche loro andando a 250 Km/h e a pochi metri dal pilota giapponese. Ci sono articoli che mettono in dubbio la versione ufficiale che parla di un Tomizawa che è stato raccolto da terra gravemente ferito ma vivo, tanto che poi è stato portato via in ambulanza. In realtà dubbi non ce ne sono: Tomizawa è morto in pista e non può essere diversamente. Il motivo è semplice: se ti passa una moto addosso, hai 200-300 chilogrammi (moto, benzina, pilota con tutta la sua bardatura) che ti poggiano addosso su una superficie di pochi centimetri quadrati, prima con la ruota anteriore, poi la ruota posteriore. E questo due volte, per un totale di quattro passaggi. Il corpo umano non è in grado di reggere questi pesi, anche se passano per pochi secondi. Anzi, lo schiacciamento provoca enormi danni agli organi interni e alle ossa, per cui, ammesso che fosse ancora vivo quando sono arrivati i primi soccorsi, non lo era più quando l'hanno portato via, come si vede dalle immagini. Quando mai una persona che ha subito quel poco viene spostata in velocità, senza fare alcuna attenzione a non spostare eventuali osse fratturate? Lo può fare lo sprovveduto, non gli infermieri che stanno a bordo circuito. Il punto è che la gara non doveva essere fermata, perchè c'era il rischio che non ripartissero. E questo avrebbe creato danni economici.

NB: Avrei voluto aggiungere il filmato dell'incidente, ad ulteriore supporto delle mie argomentazioni. Ma stranamente su Youtubesono cancellati tutti per "violazione del copyright da parte della Dorna Sport". Ci sono filmati di tutti i generi, ma quelli dell'incidente mancano. Che strano, vero? 

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di Antonio Rispoli
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