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TACCUINO AZZURRO

Tre nomi per una panca...


Tre nomi per una panca...
02/05/2011, 10:05

C'è tempo per poco. E forse solo per i pochi che ancora aspettano tempo. Maggio è iniziato, e con lui andrà via l'ultimo mese di calcio giocato per la massima serie. Al fischio finale si tireranno somme già parzialmente leggibili oggi, ma certamente non pronosticabili in avvio. Napoli è stata grande. Lo è stata la città che ha spinto la squadra fino ai vertici della classifica. Lo è stata la società capace di fare tanto con poco. Lo è stata la squadra e, soprattutto (non pare un problema dirlo) il suo tecnico. La Champions da miraggio scremato è diventata via via una realtà semrpe più nitida, e tra poco definibile. Ma chi vive nello sport sa che non basta il tempo di farsi un plauso per godersi la vittoria. Raggiungere alti livelli è difficile ma possibile. Confermarsi comporta dei rischi e delle difficoltà maggiori. Allora, applausi per tutti e strette di mano a chi decide di restare come a chi vuole andare via. Ma, senza rancore nè lacrime, il Napoli ora deve pensare a tutelare il suo futuro.

NEXT STEPS - Poca chiarezza non ha portato la tranquillità, ma un lieve alito di calma momentanea. Mazzarri non si sbottona, ma lascia intuire. De Laurentiis già sa e morde la foglia. Bigon ha ricevuto le indicazioni da seguire e ha acceso il navigatore satellitare. Napoli si prepara a viaggiare verso altre mete, e più che probabilmente dovrà farlo con una nuova "guida". Serve pertanto un cambiamento, non una rivoluzione. Smontare e rimontare il giocattolo non sarebbe logico (Garrone alla Sampdoria dà un cattivissimo esempio). Pertanto il passo successivo dovrà essere in linea con le caratteristiche dell'attuale gruppo azzurro. I giocatori resteranno quasi tutti, eccetto poche pedine. In più arriverà qualche tassello giusto e per il salto Europeo. Ma, eprchè il passaggio successivo vada a buon fine, c'è bisogno che la base resti solida e senza crepe.

IDENTIKIT - In giro di allenatori disposti a sbarcare a Napoli ce ne sono in quantità industriale. Bigon vuole però andare sul sicuro. L'identikit è quello del trainer italiano, che ben conosce la serie A e una piazza calda e abbia una mentalità tattica vicina a quella di Mazzarri. Aboliti fin dal principio gli stranieri, spesso risultati inadatti al campionato italiano anche se di grande prestigio (vedi Benitez all'Inter), e soprattutto ignari dell'importanza della piazza napoletana.

TRE NOMI SUL TACCUINO - Il cerchio è per ora ristretto a tre nomi. Il primo è quello di Giampiero Gasperini. Il più facile da contattare e reclutare per tre buoni motivi. Innanzitutto è vincolato da contratto col Genoa, ma è difatto libero non avendo panchina. A Preziosi farebbe certamente piacere scaricare uno stipendio di peso. Proprio in Liguria ha maturato la dovuta esperienza in una piazza dal calore intenso, simile a quella partenopea. Infine, il suo modulo standard, 3-4-3, è più che mai simile al 3-4-2-1 Mazzariano.
Il secondo nome è quello di Delio Rossi. Per il tecnico di Rimini il discorso è quasi pari a quello fatto per Gasperini. Grande esperienza e piazze calde alle spalle (Lazio e Palermo) ne danno una certa sicurezza. Cambia il discorso per soli due cavilli. Primo, il modulo. Delio Rossi gioca con la difesa a quattro, il che non è un particolare da poco considerati gli anni passati dal Napoli nello schema a tre. Lì ci sarebbe da lavorare e molto. Secondo, e più importante aspetto: Zamparini. Il vulcanico presidente del Palermo lo ha richiamato sulla panchina rosanero ridandogli fiducia. Tra i due non c'è una storia d'amore, ma "Zampa" sa che mandandolo via troverebbe poco di buono sulla piazza. Difficile quindi lo lasci partire così facilmente.

OUTSIDER - Tra i due nomi molto in voga in questi giorni, ce n'è uno che naviga sotto le acque ma è ben stimato nell'ambiente. Si tratta dell'ex centrocampista della Juventus Antonio Conte. Non un allenatore espertissimo, ma neanche di primo pelo. Conte ha già conquistato una promozione in A alla guida del Bari e si avvia a bissare quest'anno a Siena. In serie A ha fatto solo una breve apparizione all'Atalanta, con 13 punti in 13 partite, salvo poi dimettersi. Ha vinto una panchina d'argento (premio miglior tecnico della serie cadetta) nel 2009 ed è considerato uno dei migliori tecnici emergenti italiani. In un periodo in cui sono in molte le squadre ad affidarsi ad allenatori non di grande esperienza, ma di sicuro talento, il suo nome potrebbe scansare tutti. D'altronde i vari Leonardo (Inter e Milan), Allegri (Milan), Ferrara (Juventus ed under 21) e Montella (Roma) hanno ormai già fatto scuola.

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di Salvatore Formisano
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