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TUTELA DEGLI ATLETI, LA PROPOSTA DI COVIELLO: "CONTRO I PERICOLI DELLO SPORT ISTITUIAMO IL 'RISK MANAGER' SPORTIVO


TUTELA DEGLI ATLETI, LA PROPOSTA DI COVIELLO: 'CONTRO I PERICOLI DELLO SPORT ISTITUIAMO IL 'RISK MANAGER' SPORTIVO
04/10/2008, 14:10

"20 mila infortuni l'anno in media: sono quelli registrati in ambito sportivo in Italia su circa 7 milioni di assicurati. Ma in tanti casi, le denunce vengono omesse perchè le trutture sportive non sono assicurate. A difesa dei tanti atleti "scoperti" e a salvaguardia delle strutture sportive sane, occorre costituire in ambiti federativi uffici di "risk management" dello sport, con lo scopo di prevenire e ridure tutti i rischi che incombono sugli atleti e le loro società".
 
Lo ha detto il professore Antonio Coviello, docente di marketing assicurativo nella Seconda Università di Napoli, che è intervenuto stamane -riscuotendo ampi consensi- alla due giorni del convegno organizzato a Napoli dalla Sportform sul tema "L'attività sportiva tra normativa nazionale ed europea", patrocinato dalla F.I.G.C., Provincia, Comune, Ordine degli Avvocati e dei Medici di Napoli, che ha registrato la presenza delle massime autorità nazionali del CONI, della FIGC e della giustizia sportiva in genere.
 
"L'incidenza dell'assicurazione sul costo della tessera associativa per gli atleti dilettanti -ha spiegato nel suo intervento Coviello- è in media di 1-2 euro, ma con tale somma non si può pretendere di assicurare tutti gli infortuni e le malattie degli atleti: le coperture assicurative vanno ampliate a salvaguardia delle nostre giovani promesse", ha detto il docente, che ha citato anche le super-polizze sull'integrità fisica dei grandi campioni: dai 120 milioni di euro assicurati per la stella del calcio inglese inglese David Bechkam ai 7,5 milioni per le "mani" del portiere spagnolo Iker Casillas; dai polsi del motociclista Valentino Rossi, assicurati per 12 milioni di euro, ai 9 milioni per la slavaguradia delll'olimpionico cinese Liu Xiang.
 
Coviello ha anche lanciato una seria provocazione contro l'uso di sostanze dopanti, suggerendo di introdurre clausole esplicite nei contratti che, in caso di sinistro in presenza di doping comprovato, esso venga equiparato all'assunzione di sostanze stupefacenti, non procedendo dunque alla liquidazione del sinistro: "le somme in tal modo erogate -ha proposto Coviello- andrebbero destinate ad organismi impegnati nella lotta la doping". 

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di Redazione
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