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L'impietosa gufata di alcuni "tifosi" dell'Udinese

Udinese Forever:"Napolecani di merda non conoscete civiltà"

Un paese disunito su tutto

Udinese Forever:'Napolecani di merda non conoscete civiltà'
25/08/2011, 20:08

Ieri sera, insieme ad alcuni amici che come me tifano per il Napoli ma anche per il calcio italiano, ero a vedere Udinese-Arsenal nella speranza che, i ragazzi di Guidolin, riuscissero a passare il turno. E in effetti, con quel bel goal di testa, Totò Di Natale aveva regalato l'illusione del passaggio dei preliminari ai suoi tifosi. Poi, purtroppo, è andata com'è andata e l'Udinese è stata eliminata da un avversario temibile ma, francamente, se Pozzo non avesse venduto in fretta in furia i gioielli senza pensare di rimpiazzarli, tranquillamente battibile.
E' finita così e noi ci siamo sinceramente dispiaciuti; se vogliamo anche solo per un sentimento "egoistico": le italiane continuano a non vincere un tubo in Europa, e tutto il comparto calcistico del nostro paese ne risente. Poi un amico mi ha segnalato alcuni messaggi comparsi sulla bacheca della pagina  "Udinese Forever" e su quella di "Noi...tifosi dell'Udinese". Sulla prima pagina, l'admin, esterna il suo giubilo (a metà tra il patetico e lo sfigato) e scrive senza troppi giri di parole:"Napoletani buttatevi nel Vesuvio. La vostra puzza si sente fin qua". Non pago, regala un altro fulgido esempio di pochezza umana con un secondo stato:"Vi saluta una cosa chiamata civiltà napolecani di merda! Ah no voi non la conoscete! Cazzo!". Sull'altra pagina, in maniera più sobria, l'amministratore osserva:"Non centra niente ma a vedere che girone si è beccato il Napoli mi è tornato il sorriso=)) chissà se De Larentis ha messo in moto il motorino;)".
Ecco: ora commentare lo sfogo tipico di chi gode delle sventure altrui perchè non ha propri successi di cui bearsi, non servirebbe a molto. Così come, a detta di molti "osservatori", è poco utile scandalizzarsi o provare sconforto per gli insulti razzisti ed inutilmente carichi d'odio che si sentono nelle curve ogni volta che una squadra del nord affronta una compagine del sud. "Fa parte del tifo", ci dicono. "E' routine che va accettata"; vogliono farci credere. e poi è ovvio: gli elementi dotati di scarsa intelligenza, sensibilità e competenza calcistisca li troviamo, purtroppo, in ogni tifoseria (anti)sportiva e, evidentemente, non val la pena di metterli alla berlina o di tentare di indurli in riflessione.
Il modo in cui sono incanalati gli umori nel calcio italiano, però, merita forse una breve riflessione. Pochi mesi fa abbiamo festeggiato i 150 anni di un Unità d'Italia mai avvenuta. Da quando questo giovane ed un tempo promettente e rigoglioso paese mediterraneo è stato messo insieme con la forza, l'imperizia e l'ingiusitizia, le potenze straniere hanno goduto della sua enorme litigiosità intestina; delle sue begucce tra quartieri e quartierini e del suo autolesionismo che pare genetico ed incurabile.
Le bambinate e i cori da cerebrolesi che sentiamo negli stadi e sentiamo nei bar dello sport, sono dunque solo una poco decorosa manifestazione "folkloristica" del nostro (sempre più disastrato e meno prestigioso) calcio? Oppure, caso forse unico in Europa e nel mondo, rivelano una scissione che è giunto oramai il tempo di sanare? E chi deve sanare questa deleteria e francamente lotta tra poveri se non i tifosi? Andare sulla bacheca di chi insulta Napoli ed i Napoli ed offendere a propria volta non rappresenta il rimedio giusto. Umiliare queste persone (che sono convinto siano la minoranza) con le reazioni sobrie, pacate, educate ed addirittura amichevoli e dispiaciute che fin'ora ho letto sulle pagine "incriminate", potrebbe invece rappresentare l'inizio della fine per determinati personaggi vuoti di passione sportiva ma carichi di un odio primitivo, ingiustificato e francamente non più tollerabile. 
Concludendo, quindi, vorrei rivolgere un grazie di cuore, di vero cuore, a tutti gli amici tifosi Napoletani che hanno stravinto la partita più importante di tutte: quella della dignità, dell'educazione, della sensibilità, della sportività, della superiorità di spirito e della civiltà.  Un grazie, ovviamente, anche agli amici tifosi dell'Udinese che hanno preso le distanze da determinate derive razziste e decisamente tristi.

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di Germano Milite
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