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Uglietti e l'importanza della manutenzione dell'impianto frenante


Uglietti e l'importanza della manutenzione dell'impianto frenante
31/05/2012, 13:05

Uno degli aspetti fondamentali legati al divertimento ed alla sicurezza di una moto è quello dell’impianto frenante. Le staccate da brivido in pista dispensano adrenalina a iosa, ma questo è possibile grazie alla potenza dell’impianto che equipaggia la moto. Così come dall’efficienza dello stesso dipende la propria incolumità in caso di frenata d’emergenza su strada. Dai freni, insomma, dipendono molte emozioni che una due ruote è in grado di regalare. Pippo Uglietti, tecnico Honda di Marano, alle porte di Napoli, ci dà delle dritte su come mantenere in ordine l’impianto della nostra moto: “Con – spiega Uglietti – frequenza mensile vanno controllati gli elementi che lo compongono. La sua usura cambia sensibilmente in base alla guida, al tipo di veicolo e dal materiale utilizzato. Inoltre la sensibilità di chi conduce il veicolo può aiutare a capire se è il caso di intervenire. Negli ultimi trent’anni siamo passati dalla trasmissione meccanica alla trasmissione idraulica. Nell’ultimo lustro, poi, l’Abs è diventato un accessorio irrinunciabile, non solo perché dal 2017 sarà obbligatorio installarlo su ogni veicolo, perché di sussidio decisivo in termini di sicurezza. Molte moto Honda si caratterizzano per la presenza del sistema Dual-Cbs, che permette una frenata integrale e modulata. Il più semplice è il Cbs meccanico, con il quale la leva ogni volta che si aziona il freno posteriore, in percentuale si aziona anche il freno anteriore. Il più complesso, invece, è il Dual Cbs che riduce il rischio di bloccaggio della ruota anteriore e previene un affondamento precoce della forcella. In pratica quando si agisce sulla leva del freno anteriore, la forza frenante è ripartita anche sul posteriore; viceversa quando si agisce sul pedale del freno posteriore, la frenata è ripartita anche sull’anteriore, mediata dalla valvola ritardante. Entrambe le sigle sono sinonimi di frenate sicure e di riduzione degli spazi d’arresto”. La corretta manutenzione è fondamentale per garantire la sicurezza ed il divertimento: “Non è sufficiente – dice il tecnico partenopeo – sostituire le sole pastiglie freni. L’olio dei freni andrebbe cambiato di norma ogni due anni, mentre le tubazioni ogni quattro anni. Occorre, poi, lubrificare le parti flottanti, pulire i cilindretti della pinza, controllare il comando leva ogni sei mesi. Le pastiglie possono essere minerali e sinterizzate. La differenza fondamentale tra pastiglie adatte ad un uso turistico e quelle adatte ad un uso sportivo è che quest’ultime hanno la capacità di entrare subito in temperatura con minor dispersione di calore. A prescindere dall’utilizzo, una buona coppia di pastiglie deve avere un ottimo coefficiente d’attrito e devono evitare il surriscaldamento del liquido freni. Caratteristica del liquido dei freni è che non subisce grosse variazioni di volume nonostante il variare della temperatura d’esercizio; ha la qualità d’essere igroscopico, ossia assorbe l’umidità. Maggiore sarà il grado Dot, maggiore sarà il punto d’ebollizione; avere un liquido con un elevato punto d’ebollizione vuol dire anche avere un liquido che ha maggiore capacità di assorbire l’umidità. Non si devono mai mescolare oli dal diverso grado Dot, e consiglio di utilizzare quello con valore 4.Per chi volesse saperne di più, può visitare il mio sito www.ugmoto.it o mandarmi una mail ad assistenza@ugmoto.it ”.

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di Alfredo Di Costanzo
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