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IL CIUCCIO CHE VOLA

Un regalo per Diego


Un regalo per Diego
31/10/2010, 17:10

Gli azzurri vengono da una settimana grigia, nella quale sono andati in bianco per ben tre volte. Mazzarri è convinto che prima o poi cambierà il vento. E a Brescia il vento c’è, ed è fortissimo.
Il magazziniere partenopeo ha messo dei sassi nei pantaloncini di Gargano, unico mediano titolare disponibile a seguito della balorda espulsione di Pazienza di lunedì col Milan.
Hamsik ritorna per la prima volta da avversario a Brescia e così Santacroce, che è felice perché a Brescia ci sono molte piste ciclabili sulle quali sfrecciare.
13’ Gargano viene servito al limite dell’area da Hamsik; Yebda trattiene l’uruguaiano per i pantaloncini per evitare che il vento se lo porti. Tiro a giro il cui esito fa dubitare sull’opportunità del gesto del centrocampista franco-algerino.
16’ Lavezzi vorrebbe fare un regalo al suo connazionale e Maestro, che ieri ha compiuto mezzo secolo, interamente investito a creare calcio. Rasoterra dal limite, palla che fa la barba al palo. Basta il pensiero.
20’ Lavezzi ci riprova di destro, ma il giovane portiere bresciano si accanisce e para. Del resto lo spirito di Maradona si era già impossessato di lui contro il Milan, facendogli realizzare un goal simile a quello che Lui segnò in coppa Italia contro il Pescara di un esterrefatto Pacchiarotti.
26’ Calcio d’angolo per il Brescia, come nel 97,5% dei casi i difensori del Napoli non la vedono di testa e il lungagnone Caracciolo sfiora il goal.
30’ Martinez si rende conto delle difficoltà del Napoli in fase offensiva, dovute anche all’assenza di Cavani, e su un cross del Napoli si esibisce in uno stop a seguire con il quale salta il proprio portiere e va vicinissimo al goal del vantaggio, per la squadra avversaria. E poi dicono che nel calcio non esiste la solidarietà.
33’ Caracciolo, che come si sa è un fulmine di guerra, raccoglie un lancio di un compagno, si gira in meno di un quarto d’ora, agevolato dal riposino pomeridiano della difesa avversaria, ma poi tira in curva, colpendo uno zio di Hetemaj.
36’ Punizione dal limite per il Napoli. Tiro di Sosa alla Gargano. Méta. Mazzarri, che ha più volte ribadito che in allenamento il Principito sembra il calciatore tecnicamente più dotato, dà un calcio ad una pozzanghera schizzando il suo vice Frustalupi, già inzuppato come un tarallo nel caffellatte.
37’ Zuniga azzecca un dribbling, Mazzarri grida al miracolo. Dallamano si offende e mette a terra il colombiano.
42’ Yebda, al quale nella notte hanno tagliato la cresta, perde tutti i suoi poteri e, ritrovatosi un pallone tra i piedi in area, non sa cosa farne.
43’ Gargano si guadagna un’ammonizione con un fallo inutile e prova ad ottenere anche il secondo cartellino con delle proteste stupide. Mazzarri cerca di capire se gli conviene sostituirlo o se sia meglio affidarsi al vento. Il nostro pensiero è quello di lasciarlo negli spogliatoi, sia perché il vento è in aumento, sia perché l’arbitro l’ha preso d’occhio e il pubblico continua a beccarlo per farlo innervosire. Per fortuna, l’uruguaiano, come noi, non capisce il dialetto bresciano.
48’ Altra punizione dal limite per il Napoli. Tiro di Lavezzi, palla al solito posto. Al di là della traversa.
 51’ Insidiosa azione del Napoli. con Hamsik che mette al centro per Lavezzi. Il portiere Arcari va a farfalle, ma Martinez sbroglia la matassa.
53’ Zuniga indovina un cross al centro, Mazzarri grida al miracolo, Sosa gira al volo, palla al solito posto.
55’ Doppio cambio per il Brescia e soprattutto entra Cavani al posto di Sosa. Noi avremmo tolto Gargano, per i motivi di cui sopra. Ma va bene così.
57’ Eder va sul fondo, la regia mostra in diretta un tiro al rallenty di Caracciolo che colpisce il palo. Se la palla fosse entrata sarebbe stato un vero gollonzo e per rivederlo alla moviola sarebbe stato necessario un quarto d’ora. Il Brescia comunque mostra di essere una discreta squadra. Di serie B.
Intanto il vento ha portato via circa la metà dei diecimila tifosi bresciani inizialmente presenti al Rigamonti. Hamsik, intanto, accende lo scalda-sonno. Yebda gli canta la ninna nanna, ma si addormenta anche lui.
65’ Zuniga indovina incredibilmente il secondo cross nella stessa partita, Cavani con lo stinco cerca di sbloccare una partita sonnacchiosa. L’arbitro sbadiglia.
68’ Doppio carpiato in area di Eder, che si tuffa in una pozzanghera cercando di rubare un calcio di rigore.
72’ Hamsik lancia ottimamente Cavani in area, Zuniga ferma l’azione con un braccio- Maggio, ancora intontito da lunedì, si chiede se la capocciata il milanista Antonini l’abbia data a lui o al colombiano.
74’ Il Brescia costruisce in un minuto solo più azioni di quante ne aveva costruite in tutta la partita, colpendo anche una auto-traversa con Campagnaro.
75’ Zuniga tenta due goal a sponda, ma la palla non finisce in buca.
77’ Bellissimo “triangolo” tra Lavezzi e Hamsik, con l’argentino che crossa dalla destra per lo slovacco, che dalla sinistra mette al centro per il Pocho che confeziona il regalo per il Maestro, imitandone l’esultanza seguita ad un goal del connazionale a Marassi con la Samp, con tuffo liberatorio in una pozzanghera.
83’ De Sanctis si guadagna la pagnotta salvando il risultato su Caracciolo.
84’ Hetemaj raccoglie un pallone vagante, la traiettoria iniziale del tiro sembra che porti la sfera verso il lago di Como, ma il pallone si abbassa in maniera incredibile e rischia di sorprendere De Sanctis.
Mazzarri vorrebbe riportare di nuovo le lancette di un’ora avanti.
87’ Il match winner, che ha stregato anche Brescia nella settimana di Halloween, viene sostituito da Blasi, che viene chiamato a far legna a centrocampo per mantenere in caldo il preziosissimo risultato.
91’ Zuniga totalizza il secondo dribbling riuscito della partita, forse del campionato. Il suo diretto avversario si offende lo butta giù sporcandogli la seconda maglietta bianca.
I ventiquattro tifosi azzurri giunti a Brescia, sfidando le intemperie, tornano a casa inzuppati ma felici. Perplessi per la brutta partita, ma soddisfatti per i tre punti preziosi.
Del resto, il Napoli aveva bisogno di preservare energie per l’appuntamento con la storia che giovedì il ciuccio ha all’Anfield Road.
Subito dopo la partita, una folata di vento porta via Gargano. Qualcuno lo ha avvistato poco dopo a Liverpool…
Ieri non c’è stata la meritata festa di compleanno per Diego Armando Maradona, rinviata per una grottesca pendenza con il fisco italiano. Ma ciascun napoletano ieri ha avuto un pensiero per lui augurandogli che, per i prossimi cinquant’anni, da lassù, l’addetto alla distribuzione della felicità possa adeguatamente ricompensare le gioie e le emozioni che Diego ha regalato al popolo napoletano e a quello argentino.

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di Gianni Puca
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