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Il Pocho "terrone" sempre più simile a Maradona...

Una giornata di squalifica a Lavezzi


Una giornata di squalifica a Lavezzi
15/12/2009, 13:12


NAPOLI - La pallonata ad Allegri, allenatore del Cagliari, costa a Lavezzi una giornata di squalifica, ammonizione ed ammenda di 10mila euro.
L’infrazione è stata rilevata dal “quarto uomo” , il quale però ha dimenticato di segnalare il clima simile ai campi di Terza categoria che si è respirato al “Sant’Elia”. Tutta la partita caratterizzata da continue provocazioni lanciate dalle riserve sarde e dall’allenatore Allegri. Offese ed ingiurie contro la panchina azzurra, mister Mazzarri e persino contro i calciatori in campo. Sul momentaneo 3 a 2 per i rossoblù, poi, si è raggiunto il colmo. Palla in fallo laterale. Allegri, con un “calcetto”, allontana la sfera ed un tesserato dei sardi, seduto in panchina, la nasconde. Volano parole grosse. Il Pocho definito terrone. Lavezzi perde la testa e colpisce con una pallonata alle gambe Allegri, il quale nel dopo partita non solo non chiede scusa, ma si becca pure, a muso duro, la reazione stizzita di mister Mazzarri.
Nessuna squalifica del campo. Nessun provvedimento esemplare. Una giornata di stop al campione argentino.
Lavezzi è sempre più simile a Mardona. “El pibe de oro” lo ha sempre dichiarato a tv e giornali: “Quando giocavo in trasferta e ascoltavo i cori e le offese, quando mi chiamavano terrone, mi sentivo sempre di più uno di loro, e ci mettevo più grinta”. Le parole del grande Diego nessuno le può dimenticare. E la reazione di Lavezzi, sotto al tunnel che porta negli spogliatoi, dopo l’espulsione, al gol di Bogliacino, rappresenta la dimostrazione più bella di attaccamento alla maglia, ai colori sociali e alla città. Un connubio sempre più forte, indissolubile. In quell’esultanza c’è la rivincita dell’argentino “terrone”. Lavezzi sempre di più come Maradona. Entrambi argentini, terroni e fieri.

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di Giovanni De Cicco
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