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DOPO LA SOLITA MAGIA

Vargas, addio con standing ovation


Vargas, addio con standing ovation
30/12/2011, 23:12

È raro, rarissimo, assistere in una finale a cotanta superiorità di una squadra su un'altra. Ma a pensarci bene, è la superiorità dimostrata lungo tutto l'anno solare dalla Universidad de Chile, che dopo l'Apertura e la Copa Sudamericana conquista pure il Clausura. Cobreloa non pervenuto e al tappeto in un solo tempo, ma contro un'orchestra del genere che si poteva fare?
PROVE DEL GOL - Spaventoso il modo in cui la squadra di Sampaoli impone ed alza il ritmo del gioco, e come per gli avversari non ci sia nulla, ma proprio nulla, da fare. Il Cobreloa, obbligato a vincere dopo lo 0-0 di Calama (per il peggior piazzamento nella stagione regolare) ci prova anche, ma sbatte inesorabilmente contro il muro organizzato dal tecnico argentino, in tribuna a soffrire (mica tanto, poi) per squalifica. Barrios sbatte su Herrera, ed è l'unica possibilità da gol per gli arancioni. Dall'altra parte, la Universidad è terribile: Edu Vargas fa le prove del gol con un sinistro a lato, Marcos Gonzalez colpisce un clamoroso palo in sforbiciata.
GIOIELLO DI VARGAS - I gol giungono come una frana inarrestabile, e per il Cobreloa sono 11 minuti infernali. Comincia al 24' Gustavo Canales, a cui tocca il compito più semplice: finalizzare a porta sguarnita l'azione iniziata dallo splendido lancio lungo di Diaz e proseguita dal centro radente di Aranguiz. Continua 4 giri di lancette più tardi Eduardo Vargas, per il quale miglior addio al Cile non ci poteva essere: solita, velocissima, ripartenza dalla propria metà campo e mirabile pallonetto a superare Peric, peraltro troppo avanzato. Termina l'opera al 35' Matias Rodriguez, entrato poco prima proprio al posto dell'infortunato Canales.
TERZO TITOLO - Il match, come si può ben capire, termina qui. Anzi, solo qualche intervento di Palos, portiere del Cobreloa entrato nella ripresa al posto di Peric, evita che il passivo assuma dimensioni ben più pesanti. Quando Enrique Osses fischia la fine, all'Estadio Nacional è delirio per 40000. La U, al quindicesimo campionato della propria storia, conquista il terzo trofeo in un anno solare, unico club cileno a riuscirci, e lascia fuori dalla Libertadores del prossimo anno la squadra di Acosta, portando con sè Universidad Católica e Unión Española. Standing ovation per Eduardo Vargas, ancora decisivo come in tutto il 2011: per lui ora si aprono le porte di Napoli.
Universidad de Chile 3-0 Cobreloa
Universidad de Chile: Johnny Herrera; Osvaldo González, Marcos González (46′ Albert Acevedo), José Rojas; Charles Aránguiz, Marcelo Díaz, Eugenio Mena, Gustavo Lorenzetti (57′ Diego Rivarola); Eduardo Vargas, Gustavo Canales (32′ Matías Rodríguez), Francisco Castro. All. Jorge Sampaoli.
Cobreloa: Nicolás Peric (43′ Luciano Palos); Carlos Gómez, Christian Suárez, Sebastián Roco, Andrés Oroz; Pedro Vera, Felipe Rojas (55′ Boris González), Bryan Cortés (46′ Sebastián Zúñiga), Hugo Lusardi; Diego Barrios, Nicolás Trecco. All. Nelson Acosta.
Arbitro: Enrique Osses
Gol: 24′ Gustavo Canales (U), 28′ Eduardo Vargas (U), 35′ Matías Rodríguez (U)
FONTE: CALCIOSUDAMERICANO.IT

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di Redazione
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