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Varriale: "Arbitri sopraffatti dal blasone"


Varriale: 'Arbitri sopraffatti dal blasone'
02/03/2011, 19:03

Interessante confronto nel corso di Sport Show su Radio Club 91 tra il giornalista del Corriere della Sera, Alberto Costa, ed Enrico Varriale della Rai: “Non amo i discorsi sull’arbitraggio – ha spiegato Costa - sono per il calcio all’inglese. In Inghilterra l’arbitro è considerato parte del gioco. L’episodio che ha originato il rigore fa ancora discutere. Io non ho mai fatto l’arbitro ma Paolo Casarin, ex arbitro e designatore Fifa, spiegherà domani sul nostro giornale perché era rigore il tocco di mano di Aronica. Capisco che il Milan è passato in vantaggio con un calcio di rigore e questo crea polemiche, ma l’intervento di Aronica era scomposto. Nel 2006 al Mondiale fu fischiato un rigore all’Italia contro l’Australia per un intervento scomposto, anche se la dinamica era diversa. Colleghi vicini a me in postazione allo stadio hanno subito detto che era rigore, anche se concordo sul fatto che si poteva non dare. Tutti questi ragionamenti portano a pensare che gli arbitraggi siano pilotati per far vincere sempre le stesse squadre. Io sono della stessa opinione di un grande presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, che ho intervistato la scorsa settimana. Ferlaino a proposito della sudditanza psicologica ha detto che ai suoi tempi era più difficile vincere perché la sudditanza esisteva mentre oggi non c’è più. Gli arbitri sono scrutati in ogni momento dalla tv, quindi chi commette un errore come Banti a Verona è “sputtanato” pubblicamente, mentre in passato questo non accadeva. Esistono giocatori che sbagliano gol a porta vuota, anche gli arbitri possono sbagliare valutazioni semplici. Io all’arbitro avrei dato tra il 5.5 e il 6, il rigore non era destituito di fondamento, non mi è sembrato un arbitraggio ispirato ma neanche gravemente insufficiente. È vero che questi episodi accendono delle micce, ma è un problema culturale, in Inghilterra gli allenatori scoprono il nome dell’arbitro solo allo stadio, in Italia siamo ammalati di dietrologia. Sarebbe interesse di tutto il movimento calcistico una ventata di novità con uno scudetto vinto dal Napoli, quindi anche nel palazzo un ricambio sarebbe auspicabile. Chiedere un arbitro che applica il regolamento come ha fatto Mazzarri è grave perché fa sottintendere che esistono arbitri che scientemente non lo fanno. Sono stato uno dei critici di Mazzarri a prescindere, ma a fine partita è stato molto sportivo ammettendo la superiorità degli avversari. È uno dei migliori allenatori che ci sono in Italia, si è reso conto che al Napoli manca qualcosa per arrivare al livello delle milanesi e ha fatto un’analisi molto lucida, a differenza di altre circostanze. Per il Napoli è solo una questione di tempo, con qualche innesto mirato la squadra sarà molto competitiva. Milan, Inter e Napoli sono le forze migliori del campionato”.
Diverso il parere di Enrico Varriale: “Ho citato in un’intervista a Il Mattino una frase di Capello – soffia il vento del nord – perché Mazzarri ha subìto delle critiche preventive e ha poi subìto anche un episodio sfortunato contro che ha confermato i suoi timori. Il Napoli ha mostrato i suoi limiti ma quell’episodio ha influito sull’andamento della gara. Se Aronica ha avuto 4.5, Rocchi, che ha sbagliato tre valutazioni nell’azione del rigore insieme ad alcuni fuorigioco non corretti, non credo potesse meritare 6. Quello che colpisce è che l’arbitro ha ignorato due episodi netti fischiando poi un rigore molto dubbio. Anche i giocatori del Milan non avevano capito che avesse fischiato rigore. Io sono convinto che molti arbitri sbagliano soprattutto per inesperienza e mancanza di personalità. A volte capita che gli arbitri si facciano sopraffare dal blasone delle squadre in campo”.

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di Redazione
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