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Venerato:"Ecco i nomi del mercato del Napoli"


Venerato:'Ecco i nomi del mercato del Napoli'
25/12/2011, 10:12

Abbiamo intervistato in esclusiva Ciro Venerato, giornalista Rai, e con lui fatto il punto sul Napoli. Il vero Napoli è quello che si è visto in Champions. In campionato è mancato qualche punto, però senza gli infortuni di alcuni giocatori e alcune decisioni arbitrali differenti, in classifica ci sarebbero almeno quattro punti in più. Prendendo Vargas a un ottimo prezzo Bigon ha bruciato la concorrenza di Chelsea, Manchester City, Zenit e Inter.

Sei vittorie, sei pareggi e quattro sconfitte, ma il vero Napoli è quello che batte il Genoa sei a uno e il Milan tre a uno o quello che viene sconfitto uno a tre dalla Roma o pareggia uno a uno con il Novara?
"Il vero Napoli è quello che si è visto in Champions, più di quello che si è visto in campionato, perché ha giocato con tutti gli effettivi ed è una competizione che permette ai giocatori di avere il massimo dell'aggressività e quindi di sfoderare la cattiveria agonistica che serve per fare la differenza. Quando il Napoli non ha giocato con tutti i titolari o quando, come ha raccontato giovedì sera Cavani a Sky, è reduce da un impegno di Champions che ha snervato mentalmente, oltre che fisicamente, la squadra che non è abituata come Milan e Inter al doppio impegno in campionato e in coppa, non ha raggiunto i risultati sperati. Motivi di cassa, di fatturato e di scelte societarie dovute al fair play finanziario e alla mancata voglia del presidente di spendere più di quanto incassato, come avviene in altre società, non possono permettere rincalzi alla pari dei titolari e di conseguenza qualcosa lo si paga in termini di risultati. In più bisogna aggiungere che il Napoli è stato sfortunato perché i ricambi che aveva preso per permettere il turnover sono venuti a mancare a causa di infortuni, finora, tranne Pandev che ha ripreso a giocare da un mesetto e si è visto con la Juve e con il Genoa quanto può incidere e che campione è, gli altri non sono stati a disposizione. Britos era stato preso per alternarsi con Aronica poi in estate si è fatto male a Barcellona e il Napoli ha dovuto ripiegare su Fideleff. Donadel anche lui ha avuto dei problemi fisici e in alcune partite, quando c'erano anche altri giocatori che non stavano bene o dovevano essere preservati per la Champions, si è dovuto addirittura come a Catania giocare con Santana nel ruolo di mediano perché non c'erano più giocatori di questo ruolo. Tutto ciò spiega i sei punti in meno in campionato rispetto alla scorsa stagione.
Come puro dato statistico e senza piangersi addosso si può anche aggiungere che nelle ultime partite al Napoli non è andata bene con gli arbitri, perché dopo la gara con l'Inter, in cui i nerazzurri sono stati sfortunati, con la Juventus non c'è stata l'espulsione di Bonucci per fallo netto su Inler oltre al rigore fatto ritirare a Hamšík perché vi erano dei giocatori in area, cosa che accade molto spesso senza che il rigore venga ricalciato; con la Lazio un gol valido annullato a Cavani e con la Roma dei due gol annullati il primo non doveva esserlo perché il fallo di mano era veniale e il Corriere dello Sport, giornale di Roma che quindi fa fede, ha scritto che il gol era regolare. Se si fa un calcolo di tutte queste cose il Napoli avrebbe almeno quattro punti in più in classifica. Anche se il Napoli paga la sommatoria di tutto ciò deve mettersi sotto perché l'obiettivo di piazzarsi in campionato nei posti che consentono l'accesso alla Champions è lontano otto lunghezze e devono essere sorpassate Udinese, Lazio e Inter impresa non facilissima, ma questo Napoli ha nelle corde la voglia di fare bene. Comunque se arrivasse anche solo quarto o quinto non si dovrebbe ascrivere la stagione come negativa perché è giusto ricordare - come ha fatto in maniera molto brillante venerdì mattina il collega Luca Calamai della Gazzetta dello Sport, fonte super partes - che il Napoli è costretto a confrontarsi con delle corazzate economiche come Juventus, Inter e Milan, mentre i partenopei stanno studiando per diventare un top club, ma non lo sono ancora economicamente e in campo stanno sforzandosi per diventarlo tanto è vero che sono fra i primi sedici club d'Europa e secondo me potrebbero riuscire a fare qualche cosa di importante con il Chelsea e in campionato, considerando tutto, nel girone di ritorno possono fare anche meglio".

Il calciomercato è alle porte: c'è qualche giocatore che dovrebbe essere ceduto perché ha reso meno delle aspettative e Vargas a parte chi dovrebbe essere acquistato per rinforzare la rosa?
"Con l'arrivo di Vargas il reparto offensivo per Mazzarri è completato, perché ha due titolari Cavani e Lavezzi e due riserve Pandev e Vargas, senza contare che rimangono Mascara e Lucarelli che hanno chiesto di andare via per poter giocare e se così fosse potrebbe arrivare un quinto attaccante. Vi è stato un contatto del Novara per Mascara e anche il Bologna è interessato, mentre per Lucarelli ci sono vari sondaggi e bisognerà vedere se lui ha voglia di continuare a fare l'uomo spogliatoio o continuare a giocare a calcio. Il Napoli per completare il quadro degli esterni prenderà un mancino perché ha tre giocatori per due ruoli e quindi ne manca uno: Maggio a destra, Zuniga come jolly in quanto può giocare sia a destra sia a sinistra e Dossena a sinistra, però di fatto Zuniga è un destro che si adatta a sinistra. Il nome di Antonelli del Genoa è uno di quelli che gira nelle stanze di Castel Volturno, però le trattative con il Genoa, non si sa perché, ma sono sempre complicate per De Laurentiis. Si parla anche di Chivu, che è un difensore centrale, ma che può agire anche a sinistra e che ha il contratto con l'Inter in scadenza a giugno. Ma ora della fine del calciomercato altri nomi dall'estero potrebbero venir fuori, come ad esempio quello di Rodriguez, ma per questo ruolo il punto verrà fatto dalla società dopo la Befana.

Eventuali rinforzi a centrocampo dipenderanno da come sta Donadel, se continuerà ad avere problemi fisici il Napoli prenderà un altro centrocampista che potrebbe essere Muntari, perché Palombo dalla società è considerato a fine carriera e su di lui c'è la Fiorentina più ancora del Parma, o Nainggolan, giocatore per il quale Mazzarri stravede, però Cellino non lo cede e per questo Muntari è il nome più accreditato, ma bisogna vedere se ha recuperato totalmente dall'infortunio occorsogli in nazionale e da come sono i rapporti fra i partenopei e l'Inter visto che i nerazzurri fino all'ultimo, come Manchester, Chelsea e Zenit, hanno cercato di strappare Vargas al Napoli.

Io personalmente se fossi un dirigente del Napoli prenderei un'altra punta fisica al posto di Lucarelli perché Lavezzi, Pandev e Vargas sono fondamentalmente due seconde punte che possono adattarsi a fare la prima punta e l'unica prima punta, anche se atipica, è Cavani, quindi negli ultimi venti minuti con squadre che si chiudono a riccio, come è stato fatto da molte piccole squadre al San Paolo, un uomo fisico che spizzichi la palla, diciamo un Lucarelli di dieci anni fa, farebbe molto comodo. E prenderei anche un centrocampista di qualità non un play, ma un giocatore come Nainggolan o Muntari, perché c'è già un centrocampista di spessore come Inler, anche se al momento non è quello che per rendimento abbiamo visto a Udine, poi c'è già un calciatore più tecnico Džemaili e uno più incontrista Gargano e infine Donadel che dopo Inler è il più bravo, ma che non stando bene rappresenta un punto interrogativo e quindi uno forte e con l'esperienza internazionale di Inler lo farei affiancare da Muntari completando il quadro".

Ciclicamente tornano a serpeggiare voci di rapporti non idilliaci fra Mazzarri e De Laurentiis, questo potrebbe ripercuotersi sul rendimento della squadra?
"La serenità e l'equilibrio generale fanno bene ad ogni ambiente. A Napoli per tanti motivi, ma spesso anche per critiche esagerate nei confronti degli addetti ai lavori è venuta a mancare spesso la serenità e anche l'equilibrio. Che Mazzarri abbia avuto in passato rapporti burrascosi con il presidente non è un segreto, che i due vivono di rapporti con alti e bassi è risaputo, infatti sono due personalità forti. Però da qui a farne un caso ce ne corre. Spero che De Laurentiis capisca che Mazzarri è un tesoro che va preservato e confermato perché gli ultimi grandi risultati del Napoli si spiegano con il lavoro di Mazzarri e della sua squadra. Quando parlo di Mazzarri parlo anche di Bigon e di Fassone perché per la difficoltà a relazionarsi e l'interporsi di personaggi come De Laurentiis, che è vulcanico, a volte esagerato nei suoi interventi e a volte anche un po' indisponente per certi aspetti, avere dirigenti come Bigon e Fassone, che riescono un po' a frenare i personalismi di Mazzarri e De Laurentiis con un gran lavoro di cucitura cardinalizia, è molto importante".

Bigon è un direttore sportivo giovane, ma ha già dimostrato di avere grandi capacità.
"E' vero e per questo voglio fargli i complimenti perché lavorando sodo e in silenzio ha bruciato la concorrenza italiana e soprattutto internazionale di dirigenti con esperienza pluriennale portando al Napoli Vargas e questa mossa di mercato è da paragonarsi per importanza a quella che fece il Milan soffiando Pato al Chelsea e ad altri club, portando via il talento emergente del calcio sudamericano. Bigon ha preso Vargas, considerato un top player, per 10 milioni di euro, che tutto sommato è un prezzo ottimo, bruciando la concorrenza di Chelsea, Manchester City, Zenit e Inter e questo dovrebbe far tacere chi considera Bigon un giovane che ha ancora bisogno di farsi le ossa e spero che al più presto De Laurentiis prenda carta e penna e confermi Bigon che ha il contratto in scadenza".
fonte:tmw

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di Redazione
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