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Vincenzo Incarnato e l'autocarrozzeria sportiva


Vincenzo Incarnato e l'autocarrozzeria sportiva
17/04/2012, 17:04

Vuoi per necessità, vuoi per voglia di cambiare, quando ci si rivolge ad un carrozziere uno degli aspetti da valutare, è la capacità dello stesso di realizzare con professionalità quanto richiesto. A Napoli per bravura e qualità degli interventi realizzati in oltre trent’anni di attività, si distingue Vincenzo Incarnato. L’artigiano partenopeo ci racconta alcuni aneddoti riguardanti il suo lavoro: “Oggi – spiega Incarnato – non si interviene sulla propria auto o moto solo per ripristinare lo stato originale del veicolo dopo un sinistro. Sono sempre di più coloro che richiedono delle modifiche per dare alla due o quattro ruote che guidano un tocco di originalità. Inoltre abbiamo una collaborazione con vari team impegnati nel mondo delle gare, dove conta molto l’impatto visivo del lavoro ”. Il lavoro di riparazione rappresenta sempre una nuova sfida: “Ogni – dice Vincenzo – veicolo danneggiato presenta un problema differente. Dobbiamo di volta in volta mettere a punto un metodo adatto alle specifiche esigenze dell’intervento. Va detto che per le auto la deformazione programmata di alcune loro parti ci agevola nel nostro lavoro. Spesso capita che dei clienti ci portano delle vetture che sembrano dei rottami. Dopo il giusto intervento, è bello leggere nei loro occhi la gioia di avere di nuovo la possibilità di guidare in sicurezza la propria auto, che sembra appena uscita dalla catena di montaggio. Nelle moto, invece, il discorso cambia. Il tutto dipende dalla gravità della scivolata, perchè al nostro lavoro può accompagnarsi quello di un meccanico, che va a sostituire parti come la forcella o addirittura il telaio. Al di là di tutto, che siano auto, moto o bici, quando operiamo cerchiamo sempre di riportare le condizioni del veicolo a come se fosse nuovo. Tengo a sottolineare che i prodotti che utilizziamo sono ecologici, perché teniamo alla salvaguardia della salute di chi effettua il lavoro e dell’ambiente nel quale viviamo”.

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di Alfredo Di Costanzo
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