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IL POCHO

Voglio lo scudetto con il Napoli, mi piace Pazzini


Voglio lo scudetto con il Napoli, mi piace Pazzini
07/05/2010, 14:05

Ospite d'eccezione nel nostro salottino da Castelvolturno. Ai nostri microfoni c'è Ezequiel Lavezzi. Per tutti il Pocho: "Oramai solo mia madre mi chiama Ezequiel". Napoli, invece, adora il suo soprannome ("Avevo un cane che si chiama Pocholo, qui non ne ho preso uno, troppo complicato da gestire") e naturalmente le sue giocate da fuoriclasse: "Ma non paragonatemi a Maradona, io non c'entro niente con lui". Forse solo l'affetto è lo stesso: "La gente mi ama tanto e io voglio ripagarli giocando a calcio". Per diventare grandi assieme. La sua punizione vale la qualificazione all'Europa League: "A dire il vero - scherza - è stato merito di Sorrentino. Non ho mai tirato una punizione così male". Ma è stata decisiva: "L'Europa è un traguardo di tutta la squadra. Ci siamo sacrificati e abbiamo conquistato l'obiettivo". Al termine di una grande cavalcata. Pocho, ovviamente, protagonista. Addirittura da centravanti: "Se la squadra ha bisogno, non mi tiro indietro. Mi trovo bene in quella posizione". Sono arrivati anche i gol. Il record italiano in serie A è alla portata: "Ma io non ci penso. Deve vincere il Napoli, il resto viene dopo. Il più bello? Quelli che ci hanno fatto conquistare i tre punti". Uno in particolare - però - c'è: "Ero ragazzino e giocavo a Villa Gobernador Galvez. Stavo per tirare da centrocampo e mi sono accorto che quello era il mio portiere, mi sono girato e ho fatto uno slalom incredibile segnando dalla parte opposta". Prodezza che è scolpita nella sua memoria: "Ma c'erano amici più forti di me. Alcuni - però - non ce l'hanno fatta. Qualcuno è in galera". Realtà povera, quella del Pocho: "Pensate che quando volevo smettere, mi hanno portato a fare l'elettricista per evitare che prendessi una cattiva strada". Ma l'amore per il calcio è stato più forte: "Volevo fare questo e ci sono riuscito. Comunque voglio dire che anche in un quartiere difficile, siamo noi che scegliamo il nostro destino". Ezequiel lo ha fatto. Senza dimenticare le sue origini: "Resto tifosissimo del Coronel Aguirre". Lo ha addirittura tatuato: "Ne ho tantissimi. Il primo a dodici anni". Quando era un bambino. Il Pocho ne aiuta tanti: "L'Associazione Ansur è un bel progetto. L'ho sempre voluto attuare, adesso ne ho la possibilità". Perché il legame con la sua terra è indissolubile. Anche se è diventato un po' napoletano: "Non parlo il dialetto, ma lo capisco. 'Cazzimma'? L'ha spiegata Mazzarri con cui ho un ottimo rapporto, so cosa significa. Qui, mi sento benissimo. Mi cucinano persino la tortillas con le patate. Il posto che preferisco? La tranquillità di casa mia con Debora e il piccolo Tomas. Prima non amava giocare a calcio, gli piacevano solo le macchine. In realtà la Ferrari è sua". 'Striscia la Notizia' l'ha beccato che sfrecciava a Castelvolturno: "Difficile andare a 50 chilometri orari con una California", sorride. Magari gli servirà per andare in Sudafrica: "Non lo so. Vediamo. Ho saputo della vostra iniziativa di scrivere a Maradona, ma deve decidere lui. Sono a sua disposizione. E' chiaro che mi piacerebbe andare". Napoli tifa Argentina: "Lo fa per Diego". E per il Pocho: "Aspettiamo prima la convocazione. Sicuramente siamo tra le nazioni favorite assieme ad Italia, Inghilterra, Germania e Brasile". Magari in finale incrocia proprio Marcello Lippi e i compagni De Sanctis, Maggio e Quagliarella: "Magari. Ma io non so manco se parteciperò. Poi è chiaro che mi piacerebbe vincerlo". Perché il Pocho è ambizioso. Anche con il Napoli: "Ma se volete sapere il mio sogno è quello di vincere lo scudetto con la maglia azzurra. Non è facile, ma sarebbe importantissimo per tutti. L'anno prossimo vorrei giocare anche la Champions con questa maglia».
Radio Marte gli organizza pure uno scherzo. Lo chiama Giorgio da Forcella che vuole diecimila euro in prestito: "Mi sembra una voce siciliana", dice Ezequiel. E ha ragione. Si tratta di Leo Rinaudo: "Ci ho provato". Ma al Pocho non la si fa. "Ci vediamo poi nello spogliatoio".
L'intervista con Ezequiel Lavezzi. prosegue poi con un botta e risposta, stile Le Iene. Pochi secondi per rispondere. "Ci provo. Vediamo come va". Che ore sono? "Non lo so". Nome? "Ezequiel". Cognome? "Lavezzi". Soprannome? "Pocho". Segno zodiacale? "Toro" Numero di scarpa? "39. No 41, ho risposto di fretta, scusate". Piercing? "No. Solo tatuaggi". Cane? "Sì, in Argentina". Programma televisivo preferito? "Nessuno". Con quante persone vivi? "Tre. Ma vorrei vivere con qualcuno in più". Videogioco preferito? "Gta. Con la Playstation". Suono preferito? "La musica". Film preferito? "Nessuno". Canzone preferita? "Tante, tutte di cumbia". La cosa che fai più volentieri? "Stare con la famiglia". Personaggio che vorresti conoscere? "Dio". Regaleresti gli slip ad una tifosa? "Solo se è mia moglie". Hai mai pianto per amore? "Sì, è capitato". La pizza preferita? "Quella piccante". Il difensore più forte che hai affrontato? "Non me lo ricordo". Hai mai sognato Maradona? "No". Hai mai sognato Mazzarri? "No". Cosa era appeso nella mia cameretta? "Niente". Collezioni qualcosa? "No". Quanti squilli prima di rispondere al cellulare? "Dipende da chi è. Controllo il numero". A cosa pensi prima di andare a dormire? "Di svegliarmi il giorno dopo e trascorrere un altro giorno con la mia famiglia". A quanti anni hai preso la patente? "Ancora non ce l'ho", dice sorridendo. Mai fatto incidenti? "Sì". Mai pensato di tingerti i capelli? "No". Mai pensato di rasarti i capelli? "Assolutamente no". Chi è il mio miglior amico? "Nel mondo del calcio, dico Barrientos". Come ti vedi tra vent'anni? "Spero prima di arrivarci". Hai paura della morte? "No". Il coro che preferisci allo stadio? "Quello che incita la squadra". Mai pensato di allargare la famiglia? "Sì, vorrei una bimba". Il tuo sogno con il Napoli? "Vincere uno scudetto con questa maglia. Non sarà facile, ma sarebbe importantissimo". Maradona ti ha mai detto qualcosa dei tatuaggi? "No, non li ho solo io in nazionale. Il primo l'ho fatto a dodici anni". Due motivi per cui vale la pena essere padre? "Per il figlio che ho e perché voglio dargli tutto l'affetto che non ho avuto io da ragazzino". Due motivi per cui vale la pena essere alla moda? "Mi piace stare bene e poi mi piacciono i vestiti". Due motivi per cui vale la pena avere un buon amico? "Saper contare su una persona quando attraversi un brutto momento e poter parlare di tutto". Due motivi per essere un giocatore del Napoli? "Uno, lo dico sinceramente, sono i soldi, l'altro è quello di giocare al San Paolo. La passione della gente è incredibile". Due motivi per essere convocato ai Mondiali con l'Argentina? "Difficile questa. Uno è poter fare qualcosa per il mio paese, l'altro è quello di raccontare un giorno questa esperienza". Sei scaramantico? "No". Qualcuno ti ha mai regalato le scarpette quando eri piccolo? "Non mi è mai piaciuto chiedere niente. Neanche gli autografi". Il giocatore che stimi di più? "Leo Messi". E' più forte Maradona o Messi? "Maradona". E' più forte Messi o Lavezzi? "Messi". E' più forte Lavezzi o Higuain? "Higuain". E' più forte Lavezzi o Palermo? "Non lo so". E' più forte Gargano o Hamsik? "Tutti e due". E' più forte Pazzini, Iaquinta o Quagliarella? "Quagliarella" E' più forte Balotelli, Maxi Lopez o Pazzini? "A me piace Pazzini"
fonte:marte sport news

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di Redazione
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