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LO STOP

Yebda non ce la fa, come si fa?


Yebda non ce la fa, come si fa?
01/02/2011, 16:02

Yebda non ce la fa, come si fa? Chissà se è questa la domanda che si sono posti i giocatori del Napoli, quando sono venuti a conoscenza dell’affaticamento muscolare dell’algerino, non convocato per la difficile trasferta col Chievo di domani.
Arrivato a Napoli senza grandi proclami, infatti, Hassan sta conquistandosi un posto in squadra e nel cuore dei tifosi azzurri. Partito nelle idee di Mazzarri come alternativa a Pazienza e Gargano, il gigante algerino è diventato prima “riserva di lusso” e poi un titolare al cospetto dei cosiddetti “titolarissimi”, come ama chiamarli il tecnico livornese.
Una scalata che non sembra volersi fermare e che Yebda dovrà interrompere soltanto per un fastidio muscolare. La “diga” del Napoli avrebbe certamente fatto comodo in quel di Verona, dove gli azzurri saranno chiamati ad una battaglia.
Il cammino di Hassan, però, ha subito soltanto una lieve frenata. L’algerino ha dimostrato in questi mesi di possedere qualità caratteriali oltre alle evidenti qualità fisiche e, con il tempo, la sua intraprendenza e la sua sicurezza sono cresciute notevolmente, al pari del suo incedere che è divenuto più fluido ed elegante.
“Macchinoso, lento, con scarse qualità tecniche” avevano detto di lui dopo un rapido sguardo. Ma, soffermandosi, si è avuta l’ennesima conferma di come la condizione fisica sia tutto per un atleta. Migliorata quella, Yebda ha cominciato a correre di più, a pressare come un forsennato sui portatori di palla avversari, ringhiando in prossimità delle loro caviglie. Ha fatto anche di più, realizzando un gran gol di testa in Coppa Italia con il Bologna e facendosi apprezzare anche per alcune giocate di qualità. La testa ed il fisico rispondono ottimamente, l’algerino ne sta traendo enorme beneficio e, con lui, tutti i suoi compagni.
Avere uno così, infatti, fa comodo anche agli altri giocatori del Napoli. Perfino a Gargano, lo stakanovista del pressing, quello che rincorre gli avversari anche quando dormono. Yebda può, di tanto in tanto, consentirgli di tirare il fiato, sostituendolo in campo o affiancandolo e permettendogli così di respirare qualche secondo nei novanta minuti. L’ossigeno, dopo tutto, serve al cervello. E senza di quello non si va lontani.
Yebda non ce la fa, come si fa?

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di Pietroalessio di Majo
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