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Zauli: I tifosi azzurri sono orgogliosi del Napoli


Zauli: I tifosi azzurri sono orgogliosi del Napoli
22/04/2011, 13:04

Lamberto Zauli, ex trequartista del Palermo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:

Il campionato del Napoli?
“Società e tifosi devono essere contenti per aver coltivato il sogno tricolore, fino a poche giornate dal termine della stagione. Peccato che il sogno scudetto, dopo la sconfitta interna con l’Udinese, sia quasi svanito. Tuttavia, la qualificazione in Champions sarebbe un traguardo straordinario e del tutto inatteso, considerando le aspettative ed i programmi della società stabiliti all’inizio della stagione”.

Il Palermo?
“In Coppa Italia, contro il Milan, ho rivisto il Palermo ammirato all’inizio della stagione. Pastore è tornato a fare la differenza, ma mi sembra che tutta la squadra abbia ritrovato la brillantezza smarrita. Tuttavia, credo che il Palermo non abbia più molto da chiedere a questo campionato e punterà, soprattutto, a raggiungere la finale di Coppa Italia. Il Napoli, però, non deve sottovalutare i rosanero, perché in questo momento sono una squadra in salute”.

Guidolin?
“Personalmente, nel corso della mia carriera, le mie migliori annate le ho trascorse con lui in panchina. Probabilmente, considerando il mio legame con il mister, il mio giudizio sul suo operato non è oggettivo. Tuttavia, credo che i risultati fin qui ottenuti parlino per lui. Un allenatore dovrebbe, innanzitutto, cercare di ottenere il massimo dai suoi giocatori. Credo che tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere allenati da Guidolin, siano stati messi in condizione di esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Posso comprendere la sua volontà di restare ad Udine, ma ritengo che meriterebbe una grande squadra”.

Pastore mi somiglia?
“Da Palermo in molti mi hanno chiamato per dirmi che ammirando Pastore si sono ricordati le mie prestazioni in maglia rosanero. Forse ci sono delle analogie, ma l’argentino a maggiore fiuto del goal, perché gioca più vicino alla porta mentre io giocavo qualche metro più dietro. Tuttavia, a distanza di qualche anno, essere paragonato ancora ad uno de talenti emergenti del nostro campionato per me rappresenta un motivo di grande orgoglio”.

Menez e Sanchez, due trequartisti emergenti che attraversano un momento diametralmente opposto. Come mai?
“Sono due grandi talenti. Il cileno gioca in una piazza più tranquilla, ove si può maturare serenamente. Menez a Roma non ha mai trovato questa serenità e, considerando la pressione di una grande città come Roma, credo che mai la potrà trovare. Questo per un ragazzo giovane e, oltretutto, straniero rappresenta uno svantaggio da non sottovalutare”.

Fonte: Amoreazzurro.it

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di Roberto Russo
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