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I fan intervistano Caparezza per il R.A.M. e Julienews
Cari amici del R.A.M, sono strafelice di potervi far leggere l'intervista che il mitico Caparezza ha voluto rilasciare direttamente ai fan che, sulla mia bacheca facebook, avevano suggerito alcuni quesiti molto interessanti e simpatici.
Conoscendo il numero considerevole ed il tenore delle domande che i miei colleghi hanno già posto a Michele, ho difatti preferito rompere un po' di schemi tradizionali; lasciando per una volta pochissimo spazio al giornalista (e cioè al sottoscritto) e molta più "aria" al resto del mondo.
Noterete difatti che la maggior parte delle domande alle quali il cantante pugliese ha risposto sono partite direttamente da alcuni dei suoi estimatori. Bene: bando alle ciance, ciancio alle bande e buona lettura.

Goodbye Malinconia è una canzone che descrive in maniera eloquente quanto sconfortante un paese, l'Italia, dal quale i cittadini (soprattutto giovani) fuggono. Tu cosa consigli ai ragazzi italiani? Sono una specie in via d'estinzione e questo è palese ma, senza di loro, i concerti di artisti come te chi li ascolterebbe? C'è una ricetta caparezziana per liberare lo stivale dalla gerontocrazia?
A me piacerebbe tantissimo vivere in un paese dove i giovani hanno delle prospettive. Purtroppo così non è, dati alla mano. Circa 60.000 giovani all'anno ( soprattutto neo-laureati) lasciano l'Italia in cerca di un lavoro che lo stivale non garantisce e la cosa triste (per un italiano) è che fuori dal confine lo trovano quasi subito. Non ho consigli da dare in questo caso, i ragazzi sanno benissimo cosa fare. Si ostinano a combattere per un posto di lavoro e se non lo ottengono vanno a comprare biglietti per l'Inghilterra, la Germania, addirittura l'Australia.
Una ricetta dunque non c'è. Se sono riuscito a costruire una realtà lavorativa nella mia città non lo devo solo alla mia caparbietà.. Diciamo che mi sento anche un po' miracolato..

Sempre rimanendo in territorio italico, secondo le ultime statistiche, lavorano di più i diplomati che i laureati (specialmente nel Mezzogiorno). Non è che per caso serve anche una rivoluzione in ambito accademico-lavorativo? E non è che la laurea deve riacquistare un briciolo di dignità e peso?
E' normale che questo avvenga. Lo Stato continua a tagliare la ricerca e la cultura che sono le principali fonti di lavoro di questo paese. Ti faccio un esempio.
Se una fabbrica di automobili non investe nella ricerca finirà col produrre macchine brutte e poco efficienti, andando verso il fallimento (e trascinando con se migliaia di operai che dalla ricerca dipendono). Sull'orlo del baratro potrà aumentare le ore di lavoro, ridurre quelle di pausa, trasformare i lavoratori in schiavi moderni ma non risolverà il problema e prima o poi chiuderà. Sopravviveranno invece le automobili prodotte all'estero magari da ingegneri italiani che qui non trovavano lavoro.

Ti definiscono (e ci sembra che non ti dispiaccia) un cantante-politico. Si potrebbe dire: un cantautore attivista. Pensi di riuscire a scuotere qualche coscienza con i tuoi testi e le tue canzoni? Insomma: la tua creatività musicale e la tua genialità artistica riescono a tramutarsi in azioni concrete messe in pratica dai tuoi fan?
La politica tocca le nostre vite ogni giorno ed è sacrosanto che ciascuno di noi possa toccare le vite della politica. Per quanto riguarda la possibilità di scuotere le coscienze con una canzone non sono così ottimista. La parola può convincere, certo, ma è l'esempio a trascinare, quindi i veri attivisti, quelli che concretamente si danno da fare per cambiare qualcosa.
Io sono solo il loro megafono anche se in realtà quello che canto è esclusivamente l'amplificazione del mio pensiero in cui molti di loro si immedesimano. In generale spero che tutti si formino una cultura partendo dalle proprie basi senza seguire ciecamente nessuno. Me compreso.

Prima domanda "provocatoria" da parte del tuo fan Filippo Lombardi:"Artisti schierati in Spagna per la tutela dei diritti, artisti in Italia che firmano liberatorie in cui si vieta in una rete PUBBLICA, la Rai, di pronunciare la parola referendum" (in riferimento al concertone del 1 maggio).
La liberatoria del primo maggio non vietava di pronunciare la parola "referendum" ma vietava di esprimere un parere politico di qualsiasi natura. E' una liberatoria che ti fanno firmare sempre e che io ho sempre firmato facendo quello che volevo, comunque.
Se non vogliono pareri politici non dovrebbero nemmeno invitarmi, visti i testi delle mie cazoni. Per fortuna esiste un modo di far arrivare il proprio pensiero in maniera meno propagandista e più creativa, come nell'intervento di Celestini.

Ancora, sempre Filippo, voleva sapere cosa ne pensi di:
- legalizzazione delle droghe.
Sono a favore della legalizzazione delle droge leggere. Alcool e tabacco sono sostanze letali se usate senza criterio ma vengono commercializzate col benestare di tutti e non sembrano scandalizzare nessuno. Ne deduco che si tratta solo di una questione culturale.

- sperequazione economica, e situazione della cultura in Italia
Gli investimenti culturali non solo sono delle opportunità per chi fa cultura ma soprattutto per l'indotto (chi lavora perché la cultura possa trovare spazio,
dalle case editrici ai service audio, dai ristoratori agli elettricisti ecc..). Investire in cultura significa far cresce l'economia, soprattutto in uno Stato come il nostro che attira gente da tutto il mondo proprio per le sue testimonianze culturali.

- paura della verità e del diverso (razzismo e omofobia; clandestini in Italia)
Le razze non esistono quando si parla di esseri umani. Quando si parla di animali ci sono caratteristiche morfologiche diverse che portano all'identificazione di una razza ma l'uomo appartiene soltanto a quella umana.
Ovvio che il razzismo come concetto oggettivo non esiste. Esiste solo una frustrazione, una rabbia repressa che si ciba di questo termine per sfogarsi ed io per i rabbiosi e i repressi non ho alcuna simpatia.
Per quanto riguarda l'omofobia sono stato molto chiaro in un pezzo: "Meno bulli del cazzo e più gay"

- censura e satira, libertà di manifestazione del pensiero.
Il paradosso è che se non ci fosse stata la satira in Italia probabilmente sarebbe mancata l'informazione.

Il significato significato della canzone "La Marchetta di Popolino"
Non c'è bisogno di essere potenti per fare gli stronzi.

Sempre in tema economico, Stefano Alletti di Informare x resistere si domanda se conosci il signoraggio e, se si, qual è la tua posizione a riguardo. Po continua con il Bilderberg e le scie chimiche.
Del signoraggio ci capisco poco, perché se non hai una base economica è difficile appassionarsi alla materia. Di certo ho sentito molti pareri e mi hanno scosso sia quelli pro che quelli contro. Molti ragazzi che studiano economia mi hanno intimato di fare attenzione perché a parer loro eliminare il debito pubblico alla maniera di chi combatte il signoraggio significherebbe far sprofondare la nazione nell'inflazione totale e mi hanno messo in guardia rivelandomi che i fautori del complotto del signoraggio sono tutti di estrema destra se non simpatizzanti fascisti inclini alla bassa propaganda populista.
Dunque finché non sarò convinto oggettivamente della pericolosità del tema non mi esporrò, continuerò a sentire i pareri di tutti cercando di formare un mio pensiero (cosa difficile per uno che ha rinunciato alla carriera di ragioniere per la totale mancanza di interesse nei confronti della materia economica). Il Bilderberg non so cosa sia (andrò a verificare) e le scie chimiche sarei tentato di considerarle pura fantascienza (soprattutto quando si parla di manovrare il pensiero della gente liberando sostanze nell'aria) se non fosse che ho parlato un giorno con un appassionato che stava dedicando tutta la vita all'argomento e allora lascio una porta aperta anche per lui.
Devo dire che la mia fantasia è comunque sempre estremamente stuzzicata da questi temi...

Marco Massarelli vorrebbe invece sapere se è vero che voleva fare il fumettista e quali fumetti ti piacevano.
Certo! E' vero.
Da piccolo il mio autore preferito era Bonvi, impazzivo per Sturmtruppen e Cronachedeldopobomba. Amavo anche Pinky di Massimo Mattioli.

Il collega Cristiano Vella ti chiede:"Ci sei rimasto molto male quando Rotondi ha detto che in un paese normale tu non farebbe il cantante".
No, ha detto la verità. Io faccio il cantante quindi traiamo le conclusioni su questo paese..

Giusiana invece ti chiede da cosa non ti separeresti mai; oltre ai capelli ed al tuo breil
Se avessi un Breil lo venderei e mi comprerei un sacco di 45 giri di seconda mano. Direi che non mi separerei mai dai miei giocattoli.

Ci spieghi il senso profondo della canzone "Chi se ne frega della Musica?"
E perché dovrei spiegarlo? Chi se ne frega..

L'emozione più grande della tua vita
Non ne ho idea, non le ho mai classificate. Forse quando è nata la mia nipotina o forse quando ho rivisto in rete i cartoni animati di Wattoo Wattoo o forse quando ho cantato la prima volta al Primo Maggio o forse (ed è molto probabile) nemmeno me lo ricordo più.
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